Tenere testa al capo giova alla carriera

di Teresa Barone

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Chi ha la capacità di non farsi intimidire dal boss e reagire alle sue angherie è più soddisfatto, e produttivo.

L’ostilità del capo va combattuta con le stesse armi. Uno studio recente sottolinea l’importanza di non farsi dominare dall’aggressività che, spesso, caratterizza il temperamento del boss. Tenergli testa, invece, contribuisce a potenziare soddisfazione e rendimento.

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Lo studio, condotto dalla The Ohio State University e pubblicato sul Journal Personnel Psychology, mette in evidenza come subire tacitamente le angherie di un boss arrogante sia molto dannoso dal punto di vista professionale, mentre rispondere a tono – evitando di tenersi dentro sentimenti di amarezza – stimoli maggiore impegno e limiti l’insorgere di stress e ansia.

Gli autori dello studio, infatti, sembrano dimostrare che un atteggiamento di puro vittimismo e passività di fronte all’aggressività del proprio superiore non giovi né al benessere personale né alle prestazioni lavorative. Ma c’è di più. La ricerca suggerisce che a migliorare il livello di soddisfazione professionale, e le aspettative future di carriera, è la risposta alle ostilità che arrivano “dall’alto”.

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I dipendenti e collaboratori che accettano senza fiatare le ostilità del boss, quindi, soffrono maggiormente di stress  e sembrano compromettere il loro rendimento. Come sottolineano gli autori della ricerca, la ragione di questo comportamento può essere ricercata nella tendenza comune a rispettare maggiormente chi reagisce a un sopruso di chi, invece, subisce l’abuso senza fiatare.

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