Perché staccare in estate

di Chiara Basciano

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Andare in vacanza, dimenticando il lavoro, diventa necessario per coltivare le relazioni in ambito business.

Manager sempre connessi, che non riescono a lasciarsi andare neanche in vacanza, con l’ossessione dell’azienda da mandare avanti ed incapaci di capire, di conseguenza, le esigenze dei dipendenti. Fatti così ce ne sono pure troppi e se va bene la passione per il lavoro va molto meno bene la mancanza di altro fuori da quel contesto.

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Il problema è l’impoverimento della creatività, l’incapacità di capire le esigenze di chi ci circonda e l’assenza di una vita privata. Almeno durante l’estate allora è importante staccare, chiudere tutto e dimenticare il lavoro per quanto è possibile. Solo nutrendosi di altro si potranno trovare nuove energie e nuove idee. Leggere libri, viaggiare, vedere gli amici e coccolare la famiglia, tutte cose che i manager vedono come un lusso durante l’anno e che almeno per un breve periodo dovrebbero diventare prioritarie.

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In assenza di tutto ciò si diventa persone noiose e considerato che la maggior parte delle riunioni si tengono in contesti informali, durante pasti che sembrano non avere niente a che fare con il business, si rischia di danneggiare anche l’ambito lavorativo. Rimanere attivi, avere argomenti di cui parlare, aiuta ad avere relazioni lavorative migliori, nessuno vuole sentir parlare solo di budget ed obiettivi aziendali, molto meglio saper gestire incontri informali, mischiando aneddoti di vita vissuta e tabelle di dati.

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