Device mobile e diritto alla disconnessione

di Teresa Barone

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La proposta di introdurre il diritto alla disconnessione per limitare il flusso di comunicazioni virtuali fuori orario.

I lavoratori hanno diritto a limitare l’uso professionale dei dispositivi mobile durante le ore di riposo, quando la giornata in ufficio finisce.

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Lo sostengono i sindacati francesi, chiedendo a gran voce l’introduzione del “diritto alla disconnessione” per favorire una migliore gestione delle comunicazioni che, seppure fanno parte del lavoro, non vengono computate e retribuite come tali.

Nelle giornate festive, in ferie o comunque negli orari dedicati alla vita privata, le email e i messaggi che concernono la sfera lavorativa dovrebbero essere dosati in modo tassativo: lo prevede il rapporto presentato al governo francese da  Bruno Mettling, vicedirettore di Orange e incaricato di trovare soluzioni e strategie per gestire il lavoro digitale senza compromettere il benessere dei lavoratori.

La proposta, che potrebbe essere inserita nel nuovo codice del Lavoro, si basa su considerazioni allarmanti:

«Esiste un rischio di sovraccarico cognitivo ed emozionale, con una sensazione di fatica e di eccitazione. Si pone quindi la questione delle conseguenze psico-sociali».

A livello europeo si è già ampiamente discusso del problema e sono numerose le aziende che hanno favorito accordi e iniziative volte a limitare il flusso di messaggi nel fine settimana e nei periodi di riposo, anche optando per la sospensione delle comunicazioni al di fuori dell’orario di ufficio (come accade per i dipendenti della tedesca Volkswagen).

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