Psicopatici ai posti di potere

di Chiara Basciano

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Uno studio svela quanto i manager abbiano tendenze da vero e proprio caso clinico.

Tutti conosciamo il grande fascino esercitato da criminali incalliti, a partire da Vallanzasca, eppure pensare che qualcuno con le stesse caratteristiche sia il nostro capo non è molto rassicurante. Il recente studio condotto dallo psicologo australiano Nathan Brooks, della Bond University però sostiene che il numero di psicopatici presenti tra i top manager sia molto, troppo elevato.

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La loro capacità di sedurre e di comandare infatti favorisce una carriera veloce che però spesso non conduce ai risultati sperati. La tendenza di individui del genere è quella di mentire, di essere concentrato su se stesso e di non provare empatia con i dipendenti. Caratteristiche che, a pensarci bene, molti possono ritrovare nel proprio boss. Altrimenti non si spiegherebbero tante parole sprecate per spiegare proprio ai manger che questo non è il comportamento migliore per condurre un’azienda.

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L’incidenza di persone dalle caratteristiche psicopatiche tra le fila dei manager è di uno su cinque, laddove l’incidenza media nella società di persone del genere è compresa tra l’1 e il 4%. Una percentuale preoccupantemente alta quindi. Per evitare questo stato di cose l’unica strada sarebbe quella di chiedere una perizia psicologica nella fase di assunzione, o comunque di analizzare le caratteristiche comportamentali e non solo quelle professionali, ma la strada appare ancora molto lunga.