Stress da spostamento

di Teresa Barone

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Gli italiani preferirebbero cambiare lavoro pur di avvicinarsi a casa: gli effetti degli spostamenti sul work life balance.

Che impatto hanno sul work life balance gli spostamenti quotidiani da casa al posto di lavoro? Quanto stress provoca sui lavoratori l’uso dei trasporti pubblici?

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PageGroup ha promosso un’indagine coinvolgendo 12500 lavoratori in Europa per monitorare abitudini e problematiche legate al tragitto casa-lavoro, valutandone l’impatto sulla qualità della vita e sul benessere.

Se da un lato i trasporti pubblici della penisola fanno risparmiare sui costi rispetto all’uso dell’auto (secondo il 64% dei partecipanti all’indagine), velocizzando anche gli spostamenti, dall’altro lato lo stress per i lavoratori è tanto per il 68% degli intervistati, una percentuale che supera di molto la media europea del 38%.

Ammonta al 71%, tuttavia, la percentuale di professionisti che decide comunque di recarsi sul luogo di lavoro a bordo della sua auto, un tragitto compiuto mediamente in 45 minuti.

Poter cambiare lavoro per avvicinarsi a casa, infine, rappresenta la preferenza di quasi un italiano su due, tanto che l’Italia si trova in fondo alla classifica europea per work life balance (con un punteggio pari a 5.3 contro il 6,6 dell’Olanda e il 6.4 del Belgio).

« Oggi si parla sempre di più di smart working – commenta Tomaso Mainini, Managing Director di PageGroup (Michael Page, Page Executive e Page Personnel) – siamo di fronte a una svolta culturale e a un cambiamento del mercato del lavoro. Le aziende che vogliono essere competitive anche su questo fronte devono tenere nella giusta considerazione questi aspetti in grado di incidere sull’efficienza dei professionisti e sulla percezione positiva delle loro attività quotidiane. Ecco perché diventa fondamentale le aziende che desiderano attrarre o mantenere i migliori talenti, aumentando inoltre la produttività dei propri collaboratori attraverso un maggior livello di soddisfazione e benessere, offrano alternative per la riduzione dello stress da spostamento. Oggi è possibile ottimizzare le politiche di ritenzione e attrazione tramite la flessibilità oraria, la settimana lavorativa compressa, il lavoro da remoto, oppure fornendo benefit come l’abbonamento annuale al bike sharing. Questo consentirebbe di ottenere un maggior numero di candidature di persone competenti e qualificate ma lontane dal luogo di lavoro e limiterebbe il malcontento di pendolari.»