Smart working tra vantaggi e limiti

di Teresa Barone

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Il lavoro agile rende efficienti e produttivi ma non tutti lo preferiscono al classico ufficio.

La quota di lavoratori che sceglie lo smart working cresce in modo progressivo e non mancano le iniziative promosse dalle aziende per favorire maggiore flessibilità, anche in linea con la prossima introduzione di una normativa che disciplinerà il “lavoro agile“.

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Ma la scelta di abbandonare l’ufficio per lavorare comodamente da casa è realmente condivisa da tutti? Secondo una recente indagine promossa dalla piattaforma online Houzz , indagando all’interno della propria community, non si tratta di una scelta così scontata come potrebbe sembrare.

Stando alle percentuali, infatti, il 56% degli intervistati preferirebbe l’home working ma un buon 44% non rinuncerebbe alla routine in ufficio per non privarsi del contatto con le persone e del confronto con i colleghi.

I fautori del lavoro agile, invece, sottolineano alcuni vantaggi come l’aumento dell’efficienza e la possibilità di sfruttare anche i tempi morti che spesso caratterizzano la giornata lavorativa standard, soprattutto se si ha a disposizione uno spazio da adibire esclusivamente alle attività professionali (la pensa così il 91% degli interpellati).

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Sono sempre gli smart workers, tuttavia, a manifestare apertamente il timore di non riuscire a equilibrare le ore da dedicare alla professione e il tempo libero, con il rischio di non staccare mai la spina completamente.