La crisi del secondo anno di lavoro

di Teresa Barone

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Dipendenti meno soddisfatti e felici il secondo anno di lavoro: monito ai manager.

Il primo anno di lavoro rappresenta periodo sereno e appagante per la maggior parte dei dipendenti, che spesso vedono tuttavia scemare i livelli di felicità e soddisfazione con il passare del tempo.

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Secondo una recente indagine promossa da Robert Half, infatti, per molti professionisti i primi dodici mesi di permanenza in una nuova azienda sono caratterizzati da entusiasmo e desiderio di superare sfide sempre nuove e stimolanti, mentre lo stress subentra solo in un secondo momento.

Dopo circa un anno trascorso nel medesimo ambiente lavorativo, i dipendenti sono solitamente tenuti a lavorare in modo autonomo e ad assumersi maggiori responsabilità, impegno che genera ansia e smorza l’entusiasmo iniziale.

Questa indagine si rivela utile non solo per gli stessi lavoratori, che acquistano consapevolezza comprendendo alcune tappe del loro percorso professionale, ma anche per i manager chiamati a gestire un team di collaboratori, motivandoli e facendo in modo che le loro prestazioni siano sempre ai massimi livelli.

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Tenere a mente che il secondo anno di lavoro può mettere in crisi i dipendenti, infatti, aiuta il manager a prendere contromisure efficaci e soprattutto a prevenire probabili cali prestazionali.

Questa attenzione si rivela proficua per il bene aziendale: una teoria molto diffusa sottolinea, infatti, come i dipendenti più felici siano sostanzialmente anche quelli più efficienti.

Fonte immagine: Shutterstock

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