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Composizione negoziata della crisi: nuovi criteri per gli esperti in elenco

di Redazione PMI.it

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Crisi d'impresa: approvato in Senato il maxi-emendamento che introduce novità sulla composizione negoziata e sull'elenco degli esperti a cui rivolgersi.

Il 13 ottobre, il Senato ha approvato il maxi-emendamento del Governo che va a sostituire il disegno di legge di conversione della crisi d’impresa, con 207 voti favorevoli e 36 contrari. Si tratta del DL 118/2021 recante misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia.

Diverse novità riguardano l’articolo 3, che prevede l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale per l’accesso alla composizione negoziata della crisi e individua i criteri per l’individuazione dell’esperto incaricato di guidare l’impresa fuori dalla crisi, mediando anche con i creditori. Si tratta del nuovo istituto volontario, che offre all’imprenditore l’affiancamento di un conciliatore indipendente per agevolare le trattative, per risanare i debiti prima che scatti la segnalazione agli OCRI (Organismi di composizione della crisi d’impresa).

Esperti per la composizione negoziata della crisi

In particolare, nell’elenco possono essere inseriti gli iscritti da almeno cinque anni  all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e degli avvocati con precedenti esperienze in materia;  dei consulenti del lavoro con almeno tre accordi di ristrutturazione o concordati. Il nuovo testo ha infatti unificato le diposizioni per commercialisti e avvocati, con la conseguenza che anche i primi devono comprovare e documentare l’esperienza pregressa nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi d’impresa.

Per lo stesso principio, possono essere inseriti nell’elenco anche gli esperti non in albi professionali, che però documentano di avere svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in imprese interessate da piani di risanamento attestati,  accordi di ristrutturazione dei debiti e concordati preventivi con continuità aziendale omologati, nei confronti delle quali non sia stata successivamente pronunciata sentenza dichiarativa di fallimento o sentenza di accertamento dello stato di insolvenza.

La piattaforma per composizione negoziata della crisi

L’imprenditore accede alla piattaforma nazionale – gestita dal sistema delle camere di commercio tramite Unioncamere, sotto la vigilanza del Ministero della giustizia e del MiSE – e, dopo un test di autovalutazione online per la verifica della “ragionevole perseguibilità del risanamento”, riceve l’assegnazione di un negoziatore scelto dall’elenco di esperti (a cui si accede tramite domanda), il cui compenso sarà proporzionale all’attivo dell’impresa debitrice (più il rimborso delle spese documentate).

Una volta accettato l’incarico, l’esperto convoca l’imprenditore, che adottando questo strumento gode di una tutela nei confronti dei creditori (non potranno acquisire diritti di prelazione se non concordati e non potranno avviare o proseguire azioni esecutive e cautelari) e fruisce di meccanismi premiali con sanzioni e interessi ridotti in caso di debiti tributari.