Tratto dallo speciale:

Open Innovation: le professioni del futuro

di Cristiano Ghidotti

scritto il

Innovazione e nuove figure professionali: a Campus Party Italia si è fatto il punto sulle dinamiche evolutive in atto per capire come innoveremo in futuro.

“Perché sparì il lattaio?”, questa la domanda che ha aperto l’intervento di Smartangle sul palco di Campus Party.

Il punto di partenza per una riflessione su come l’evoluzione tecnologica (la risposta è “perché fu inventato il frigorifero”) da sempre comporti l’uscita di scena di alcune figure professionali e la nascita di nuovi ruoli. Ciò che storicamente accompagna ogni tipo di innovazione è la necessità di sviluppare nuove competenze e quanto sta accadendo oggi non fa eccezione.

Adriano La Vopa (fondatore di Smartangle) e Paolo Marizza (presidente esecutivo di SimplyCity) hanno focalizzato in particolare l’attenzione sul concetto di Open Innovation: un approccio aperto e collaborativo all’innovazione, che fa delle partnership e del supporto reciproco fra team e aziende i suoi principi fondamentali, anche quando le realtà coinvolte sono di fatto competitor.

Non a caso nello speech si è parlato di “coopetizione” come di espressione massima di maturità per coloro che desiderano guardare alle nuove dinamiche che regolano il mercato.

Problem Solver, Innovation Manager, Business Modeller, Game Changer: sono alcune delle nuove figure professionali oggi cercate dalle realtà professionali con l’intento di andare oltre lo svolgimento del proprio core business, in un’ottica di sviluppo, crescita e sostenibilità lungimirante.

Figure che possono nascere ed esprimere il loro potenziale solo dalla coniugazione tra hard skill e soft skill, le prime acquisite durante i tradizionali percorsi formativi e accademici, le ultime riconducibili alla categorie delle competenze non specifiche, ma complementari e determinanti per la definizione delle strategie gestionali e comunicative.

Perché il mondo dell’imprenditoria possa fare propria e assorbire questa nuova visione si rende inevitabilmente necessario un cambiamento culturale.

Rimanendo ancorati a modelli di business rodati e che hanno sempre garantito la sostenibilità di un’impresa, ma al tempo stesso poco propensi ad accogliere l’innovazione, si rischia di precludersi opportunità di crescita e sviluppi futuri.

Il percorso da intraprendere non è certo privo di ostacoli, ma chi si dimostra capace di intravederne le potenzialità puntando nella giusta direzione potrà poi beneficiare delle prospettive spalancate dall’attualizzazione di pratiche virtuose, proprie della Open Innovation.