Il disability manager

di Simona Tenentini

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A breve sarà obbligatoria nei Comuni con più di 50 mila abitanti. Il suo ruolo? Abbattere le barriere architettoniche e realizzare spazi e servizi per i cittadini che siano accessibili a tutti. Partirà a gennaio il primo corso di formazione ad hoc

A breve sarà una figura obbligatoria nei Comuni con più di 50 mila abitanti. È il disability manager, il cui compito sarà, non solo quello di abbattere le barriere architettoniche esistenti, ma anche quello di realizzare spazi e servizi cittadini davvero accessibili a tutti.

Fa la sua comparsa per la prima volta nel “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana” voluto dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e redatto, tra il 2008 e i primi mesi del 2009, da un tavolo tecnico composto dai tecnici del Comune di Parma e quelli del ministero.

Parma è infatti il comune capofila dell’iniziativa, coordinando associazioni che si occupano di disabilità (Fish, Fand e Fiaba), il ministero della Salute e quello degli Esteri, l’Università di Parma, Confindustria, le fondazioni Snaidero e Don Gnocchi, il centro di formazione Formez, il Comitato italiano paraolimpico e la Regione Friuli Venezia Giulia.
Si tratta di una figura nuova per l’Italia ma già presente in diversi paesi europei.

Si occuperà a 360 gradi nell’abbattimento delle barriere operando, quindi, su più settori: dall’urbanistica, all’architettura, ai lavori pubblici, dai trasporti locali alle scuole. Come sottolinea l’assessore comunale all’Agenzia per le politiche a favore dei disabili e promotore dell’iniziativa, Giovanni Paolo Bernini, «il volume nasce dall’idea che la disabilità è un concetto soggettivo che varia in relazione all’ambiente. Dunque, se nell’ambiente ci sono meno ostacoli, la disabilità diverrà meno impattante sulla vita delle persone. Si è voluto promuovere la semplificazione e la definizione chiara delle responsabilità in materia di abbattimento delle barriere architettoniche e delle politiche sulla disabilità, non solo un insieme di indicazioni tecniche, ma un salto culturale necessario nella formazione dei professionisti dei vari settori. La nostra amministrazione comunale ha già predisposto la procedura di avvio di questa figura professionale che sarà occupata nel promuovere tali politiche e nell’adozione di soluzioni progettuali che possano garantire l’accessibilità negli spazi cittadini».

Il disability manager promuove e realizza iniziative tese a migliorare la qualità del servizio in ogni suo aspetto, promuove il monitoraggio costante del funzionamento del servizio, attraverso la misurazione e la valutazione del grado di soddisfazione dei soggetti interessati, infine favorisce una costante azione di coordinamento nei vari settori interessati alla politica di mainstreaming.

Un professionista insomma preparato, competente e perché no? Anche conveniente. Come spiega infatti Benedetta Squarcia, responsabile dell’Agenzia per le politiche a favore dei disabili del Comune di Parma «È anche una questione di economicità. Rendere i servizi accessibili a tutti già in fase di progetto, per i Comuni, conviene e costa meno che intervenire e abbattere le barriere a posteriori, come accade di solito, magari perché qualche associazione di disabili ha protestato. Lo dicono anche le stime della Banca Mondiale: costruire strutture accessibili in partenza costa in media l’1% in più, mentre le modifiche fatte dopo comportano una spesa anche dieci volte superiore».

Per formare i disability manager saranno predisposti dei corsi formativi ad hoc, organizzati dall’università e da Formez, partner nella redazione del libro. Il primo corso di specializzazione partirà a gennaio 2010 con l’Università Cattolica, ne seguiranno poi altri organizzati dal Formez, la struttura nazionale di formazione del personale degli enti locali. Info: b.squarcia@comune.parma.it.

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