Sos formazione: come scegliere le tante opportunità?

di Alessandro Pavanati

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Sgombriamo il campo dall'obiezione "costo": il master in management o l'MBA va scelto sulla base del networking che potenzialmente schiude

Poniamoci nella posizione di un giovane manager o aspirante tale. Cosa vuol, dire, ad esempio, iscriversi ad un “master in management”? Cosa si cela dietro questa generica dizione?

Innanzitutto liberiamoci di una domanda spesso ricorrente: quanto costa? Quando ci si trova di fronte al dilemma «quale master potrebbe aiutarmi a specializzarmi meglio nella gestione d’impresa nel ramo che mi interessa?» una delle prime obiezioni riguarda il problema dei costi. Avete letto bene: si tratta frequentemente di un’obiezione, cioè di un blocco che spesso ci porta a precludere erroneamente diverse possibilità.

La strategia di scelta di un percorso formativo deve avere innanzitutto chiari gli obiettivi di fondo, sulla base dei quali affronteremo poi il problema budget. Nell’accezione angloamericana, il master degree è il primo titolo conseguito post laurea, ma in Italia il termine master identifica vari tipi di corsi di specializzazione. Ciò premesso, siamo già in grado di delineare un primo parametro di valutazione da utilizzare nel momento in cui dobbiamo scegliere un percorso formativo di specializzazione: quelli che presentano solo la generica dicitura “master in management” – senza alcuna altra specifica (del tipo “master in management delle imprese turistiche”) – devono se non altro destarci qualche domanda, poiché trattandosi di un corso di formazione specialistica la sua definizione stessa deve contenere elementi di specificità.

Vediamo ora come scegliere il nostro percorso. La prima scelta si articola fra master universitario di primo livello, di secondo livello o master non universitario. Dobbiamo poi avere ben chiari i requisiti di accesso e il ramo d’impresa su cui ci interessa formarci e tenere presente che l’utilità del corso è strettamente legata alla possibilità di confrontare diversi sviluppi professionali all’interno di quel settore.

Date queste premesse, possiamo verificare quali opportunità offre l’Italia e quali l’estero. Completata la rosa di possibilità fra cui scegliere, entra in gioco a pieno titolo la questione budget e borse di studio: avendo ben chiaro l’obiettivo di attacco, sarà più semplice sciogliere il “nodo costi”. La regola di fondo è, comunque, concentrarsi sulle opportunità concrete che un master in management o un MBA offrono.

Già, perché come emerge da Jobtalk de il Sole 24 ore (secondo un sondaggio QS), se l’alta formazione per i manager è in tutta l’Europa e il Nord America a prova di recessione, in Italia il livello di spesa per gli MBA, ad esempio, è precipitato del 27%. Indice che si considera, almeno in Italia, la formazione un bene di lusso, quando il vero rapporto prezzo-qualità deve essere valutato sulla base del network operativo e relazionale in cui il corso in esame si inserisce.

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