Fiat-Chrysler: Sergio Marchionne CEO fino al 2015

di Floriana Giambarresi

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Sergio Marchionne, CEO del gruppo Fiat-Chrysler, ha spiegato i piani per il futuro dell'azienda, sottolineando che resterà in carica fino al 2015.

Sergio Marchionne resterà alla guida di Fiat e Chrysler almeno fino al 2015. Lo ha confermato l’amministratore delegato del Lingotto nel corso di un’intervista al Wall Street Journal, ove ha illustrato i piani per il futuro dell’azienda una volta che si concluderà la fusione e nascerà una nuova entità.

Spazio alle ipotesi sulla futura sede del gruppo: secondo quanto spiegato da Sergio Marchionne, sia Auburn Hill sia Torino sono in grado di ospitare il quartier generale del gruppo Fiat-Chrysler, mentre si sta pensando anche all’alternativa America Latina come possibile location, dato che in Brasile l’azienda è molto apprezzata. In futuro, dunque, la sede del Lingotto potrebbe anche non essere più italiana, sottolineando come «l’attaccamento emotivo al proprio paese come produttore ha bisogno di essere ripensato. Non significa che tu stai tradendo nessuno, significa solo che stai crescendo, così come i bambini che stanno lasciando la casa non vuol dire che non li ami. Significa solo che andranno a fare altre cose e a vivere da soli. Penso che le imprese non sono diverse». Trovare comunque il punto di riferimento più adatto dal punto di vista della governance è di fondamentale importanza.

Marchionne ha ribadito che il suo successore arriverà dall’interno ma non ha indicato alcun potenziale candidato, soprattutto poiché – come ha sottolineato – a suo parere è necessario evitare qualunque tipo di speculazioni come successe nel caso della successione di Alan Mulally alla guida di Ford: «Lo abbiamo visto con la storia Mulally e la questione della successione. Questa speculazione è una sciocchezza. Abbiamo bisogno di tenere la gente concentrata sul business. Stimo Alan, penso che lui abbia fatto un lavoro fenomenale, ma ci sarà un punto nel tempo Alan vorrà appendere i guanti».

Le decisioni definitive per l’azienda arriveranno dunque in seguito, anche in relazione alla sede, le quali non verranno prese finché il gruppo non risolverà la questione della partecipazione del fondo sanitario di United Auto Workers nel capitale di Chrysler, attualmente al 41,5%: l’intenzione è quella di acquistare la quota di Veba ma se ne saprà di più nel 2013, ovvero due anni prima che Marchionne abbandonerà il timone del gruppo.

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