No al ricorso Fiom per i 19 di Fiat a Pomigliano

di Floriana Giambarresi

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Il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso chiesto dal sindacato Fiom contro la procedurà di mobilità per i 19 lavoratori di Pomigliano.

Il giudice del Tribunale di Roma Elena Boghetich ha respinto il ricorso della Fiom tramite cui si chiedeva il ritiro della procedura di mobilità per i 19 lavoratori a Pomigliano, decisa dalla Fiat.

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Una decisione che è “certamente insoddisfacente” secondo il coordinatore auto delle tute blu della Cgil, Michele De Palma. In particolare, “il ricorso è stato respinto perché le organizzazioni firmatarie degli accordi su Pomigliano hanno fatto la scelta sbagliata di accettare la logica degli esuberi“. Secondo la Fiom “andrebbe riproposto il tema del contratto di solidarietà perché noi vogliamo che tutti i lavoratori restino dentro la fabbrica”.

Da oggi Fabbrica Italia Pomigliano può dunque procedere in maniera unilaterale alla mobilità per i 19 lavoratori.

«Gli altri sindacati hanno fatto un regalo insperato alla Fiat e ora dovranno spiegare ai 2000 lavoratori che ciò che è stato firmato due anni fa non vale più», ha spiegato il segretario della Fiom Maurizio Landini, secondo il quale la decisione del Tribunale è dovuta «al fatto che due giorni prima gli altri sindacati, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, hanno firmato a Pomigliano un verbale che riconosce che ci sono più di 2000 esuberi». Dunque «questo atto ha permesso al tribunale di riconoscere oggettivamente che l’azienda può aprire la procedura di mobilità». 

Maurizio Landini conclude approfondendo ulteriormente la questione “io credo che il problema non sia la sentenza, il problema sono le altre organizzazioni sindacali che hanno firmato a Pomigliano quel verbale, modificando gli accordi di due anni fa che impegnavano l’azienda a far rientrare tutti i lavoratori e riconoscendo che ci sono degli esuberi”.

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