Il prezzo dell?inciviltà in ufficio

di Teresa Barone

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Le conseguenze negative dell?inciviltà sul lavoro: meno produttività e rendimento in calo, soprattutto in tempo di crisi?

La maleducazione ha un costo, soprattutto in tempo di crisi. Non solo sembrano diventare sempre più frequenti i comportamenti incivili in ambito lavorativo, ma questo fenomeno ha pesanti ripercussioni dal punto di vista della produttività e della qualità delle prestazioni.

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A sostenere questa teoria è Christine Pearson della McDonough School of Business presso la Georgetown University, autrice di un articolo pubblicato sulla Harvard Business Review dove illustra attraverso numeri allarmanti il potere dell’inciviltà sul lavoro, in grado di far perdere ingenti somme di denaro alle aziende.

Stando ai dati, elaborati monitorando oltre 14mila lavoratori in tutto il Nord America,  la percentuale di coloro che ammette di essere stato vittima di comportamenti poco educati in ufficio, con una media di una volta a settimana, è pari al 96%. A sorprendere, tuttavia, sono le conseguenze di questa maleducazione dilagante: se quattro su cinque partecipanti al sondaggio hanno dichiarato di aver perso la concentrazione in seguito a un qualche episodio spiacevole causato dal gesto scorretto di un collega o del capo, due su tre hanno ammesso di non essere riusciti a mantenere elevato il livello delle loro prestazioni lavorative.

E non è tutto. Un lavoratore su tre ha volutamente ridotto la qualità del suo lavoro, e uno su quattro ha ammesso di aver scaricato la propria frustrazione sui clienti facendo correre non pochi rischi alla stessa azienda.

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Non mancano, tuttavia, le iniziative aziendali per mettere un freno all’inciviltà in ufficio e limitare i danni: c’è chi premia i comportamenti corretti dei dipendenti cercando di renderli modelli positivi per tutto il personale, ma c’è anche chi riconosce la correttezza dei lavoratori concedendo giornate di riposo extra ai più meritevoli.