Welfare aziendale e disparità regionali

di Teresa Barone

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Uno studio Manageritalia-Fondir mette in luce le differenze regionali in materia di welfare aziendale e valorizzazione del capitale umano.

Far aumentare la produttività investendo nelle risorse umane e attivando politiche di benessere a favore dei dipendenti: questa strategia rappresenta un obiettivo comune a numerose aziende nazionali, tuttavia esistono profonde disparità regionali in materia di welfare.

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A rivelarlo è un’indagine promossa da Manageritalia e Fondir e condotta da AstraRicerche dalla quale si evince come le nelle aziende del Sud siano totalmente assenti iniziative di welfare destinate ai lavoratori, mentre sia le imprese del Nord sia quelle del Centro sembrano mostrare un maggiore interesse verso la valorizzazione delle persone.

Se il 25% delle aziende del Centro Italia ha attivato iniziative di welfare, al Nord Ovest la percentuale scende fino al 22% portandosi al 10% nel Nord Est. Stando ai dati rilevati dalla ricerca, inoltre, solo il 14,3% delle aziende italiane conduce periodiche indagini di clima e solo il 35,7% mette in atto attività di comunicazione interna ben strutturate. In entrambi i casi si tratta di valori molto al di sotto della media europea.

La valorizzazione del capitale umano, tuttavia, rappresenta la strada da seguire per potenziare produttività e competitività: unica via percorribile da parte delle aziende del meridione per emulare i risultati delle “colleghe” situate in Lombardia, ad esempio, dove la produttività media (calcolata in termini di valore aggiunto per addetto) è pari a oltre 61mila euro.

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Un concetto sottolineato anche da Marisa Montegiove, presidente Manageritalia Servizi: «È ora di uscire dall’immobilismo e dagli stereotipi. Le aziende che abbiamo seguito hanno attuato politiche di welfare aziendale con successo, ottenendo più produttività e benessere e soprattutto con costi minimi e nulli e forte aumento di valore. Questo vale anche e soprattutto per il Sud, che seppure scarso in termini di infrastrutture, investimenti ecc., può e deve ripartire proprio dalle persone. Siamo qui per coinvolgere istituzioni e imprenditori e forti del supporto dei nostri manager presenti sul territorio passare dalle parole ai fatti. La produttività del Sud deve e può ripartire proprio dalle persone. E non nascondiamoci dietro le solite realtà e stereotipi, tipo mafia, lavoro nero ecc. Il Sud ha tutto per farcela ripartendo proprio dalle persone e dalle aziende».

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