Il manager del futuro parla cinese

di Teresa Barone

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Cinese, portoghese, russo e polacco prendono il posto di francese, tedesco e spagnolo come skill linguistiche più richieste in ambito manageriale.

Per i manager aggiornare le proprie competenze linguistiche rappresenta una necessità imprescindibile per garantirsi le migliori opportunità di lavoro e carriera: secondo l’Hays Journal, tuttavia, a essere maggiormente richieste è oggi la conoscenza della lingua cinese, seguita dal portoghese, russo e polacco.

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Un trend che si allinea con le nuove esigenze delle aziende e che si caratterizza per la il passaggio in secondo pianto del tedesco, del francese e dello spagnolo, mentre l’inglese rappresenta una skill linguistica che ormai rientra tra le competenze base.

La pubblicazione diffusa dal gruppo Hays sottolinea che: «In una società in cui gli equilibri cambiano in continuazione e i mercati emergenti potrebbero ribaltare lo scacchiere economico mondiale, i paesi più ‘forti’ devono trovare un nuovo sistema di condivisione linguistica, evitando di imporre la propria lingua e il proprio sistema valoriale. Per questo motivo, è in costante ascesa la richiesta da parte delle aziende, di candidati con conoscenze linguistiche che vadano ben oltre il ‘semplice’ inglese. È sempre più comune, infatti, che le imprese, per poter rimanere competitive sui principali mercati mondiali, attivino ricerche di professionisti con spiccate skill linguistiche.»

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Secondo Carlos Manuel Soave, managing director di Hays Italia, i manager di oggi devono tenersi aggiornati riguardo l’orientamento del mercato e le strategie aziendali dirette verso le economie emergenti: «Conoscenze linguistiche sempre più ampie, che oggi vengono considerate come un trend del mercato, domani potrebbero trasformarsi in una vera e propria discriminante per chi è a caccia di un lavoro.»