Il secondo welfare in Italia

di Teresa Barone

scritto il

Il primo rapporto sul ?secondo welfare? nella penisola: ecco le best practice delle aziende per favorire il benessere dei lavoratori.

È stato presentato a Milano nel corso di un evento organizzato dalla Fondazione Cariplo il “Primo rapporto sul secondo welfare in Italia“, realizzato dal Centro di documentazione e ricerca Luigi Einaudi e mirato a fare il punto sulle eccellenze nazionali in materia di sostegno ai lavoratori, politiche family-friendly e promozione dell’occupazione femminile agevolando la conciliazione tra carriera e vita privata.

=> Scopri come cambia il welfare aziendale con la crisi

Lo studio mette in evidenza la sempre maggiore diffusione di forme di welfare basate sulla collaborazione fra soggetti pubblici, privati e non-profit, così come lo sviluppo di alcune dinamiche innovative destinate a fare scuola. Il rapporto, presentato alla presenza del Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, offre una rassegna delle “best practice” nazionali anche alla luce della creazione di network di aziende mirati alla condivisione di progetti di welfare comuni.

Tra i trend più diffusi, oltre alle reti di welfare, si confermano gli asili nido aziendali: Nestlè, ad esempio, nel 2011 ha ricevuto il “Premio Famiglia Lavoro” della Regione Lombardia per il “Progetto 90 giorni” (flessibilità nell’orario di lavoro, telelavoro, campi estivi per i bambini con rette stabilite sulla base delle tariffe medie comunali).

=> Leggi perché il welfare aziendale rende il manager felice

Altre aziende del territorio hanno promosso la conversione dei premi di produzione in servizi welfare, accedendo a una serie di agevolazioni come il rimborso delle spese per i testi scolastici o per le stesse tasse, corsi di lingua o abbonamenti in palestra ma anche servizi socio-assistenziali per la famiglia.