In ufficio con la mascherina anti-smog

di Teresa Barone

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Uffici europei ricettacolo di agenti inquinanti con non pochi rischi per la salute: il Cnr lancia l?allarme.

All’interno degli uffici si respira un’aria sempre più malsana, e non solo nel pieno dell’epidemia influenzale o a causa degli “attriti” con i colleghi. I livelli di inquinamento indoor sono superiori rispetto al valori rilevati all’esterno, tanto da rappresentare un reale pericolo per la salute di coloro che sono soliti trascorrere in questi ambienti gran parte della giornata.

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È il Cnr a lanciare l’allarme, rendendo noti i risultati di una ricerca condotta a livello europeo e basata sull’analisi di duecento edifici utilizzati come uffici in otto stati diversi, Italia compresa. Tra formaldeide, benzene, terpeni e altri agenti inquinanti, gli uffici non sono più considerati luoghi sicuri per la salute dei lavoratori.

Responsabili dell’inquinamento sono sia i materiali utilizzati per le pavimentazioni sia gli arredi in legno, così come colle, vernici, fotocopiatrici e stampanti, per non parlare dei prodotti utilizzati per la pulizia. I rischi per la salute non sono pochi, come chiarisce Rosanna Mabilia, del dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr.

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«Negli uffici esaminati in Italia, in inverno, abbiamo rilevato una concentrazione “indoor” di formaldeide, riconosciuto come cancerogeno, di circa 15 microgrammi per metro cubo, all’esterno si ferma a 4 microgrammi. In estate le concentrazioni aumentano e si passa a 18 microgrammi in interno e 9 in esterno. La soglia oltre la quale la formaldeide desta preoccupazione è 10 microgrammi per metro cubo».