Dirigenti industriali decimati dalla crisi

di Teresa Barone

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Sempre meno manager industriali in Italia, tra aziende in crisi e fughe all?estero: parla il vice presidente Aldai.

L’Italia offe sempre meno opportunità di lavoro per i dirigenti del ramo industriale, una categoria che ogni giorno sembra perdere preziosi elementi a causa della crisi mettendo a dura prova i manager del settore.

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È un quadro a tinte cupe quello dipinto dal vice presidente dell’Associazione Lombarda Dirigenti Aziende Industriali (Aldai) Franco Del Vecchio, intervistato su La Repubblica, il quale definisce un “problema sociale” la perdita di un milione di posti di lavoro in ambito dirigenziale e nell’arco degli ultimi cinque anni: «Siamo passati da circa 1 milione e 800 mila manager (dirigenti e quadri) a 770 mila, ed oggi i manager senza occupazione sono sullo stesso livello dei giovani».

A rendere ancora più drammatica la situazione sono le cifre che caratterizzano la sola Provincia di Milano, dove ammonta a oltre 10mila il numero dei dirigenti espulsi dalle aziende industriali. Una crisi che non risparmia neanche l’Europa, sebbene la penisola abbia conquistato, nel 2013, il triste primato di paese con la minor presenza di dirigenti tra tutti gli Stati della UE.

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In mancanza di nuovi progetti e iniziative volte a favorire lo sviluppo e l’innovazione – come auspica Del Vecchio per arginare la chiusura delle aziende -, ai manager nostrani non resta che fuggire all’estero. Secondo quanto ha rivelato una recente indagine promossa da Amrop e presentata da Aldai nel 2013, infatti, ogni 100 manager di nazionalità italiana 2 lavorano stabilmente fuori dai confini nazionali.