Più formazione per uscire dalla crisi

di Teresa Barone

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I manager HR esortano le aziende a promuovere la formazione interna, strategia utile per risollevarsi dalla crisi.

Dai responsabili delle risorse umane arriva un appello rivolto alle aziende italiane: senza adeguati programmi di formazione sarà ancora più difficile uscire dalla crisi, una situazione che pone la penisola in forte ritardo rispetto alle altre nazioni europee.

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L’allarme arriva dall’Aidp, l’associazione per la direzione del personale che sottolinea – dati Isfol alla mano – come le imprese nazionali non investano nella formazione e nel potenziamento delle competenze: nel 2012, infatti, solo il 6,6% delle aziende ha attivato programmi formativi, una percentuale ben diversa da quanto accade, ad esempio, in Danimarca (31,6%).

Secondo le indagini effettuate dal’Isfol, inoltre, la formazione interna aiuta le aziende a promuovere l’innovazione migliorando competitività e posizionamento sui mercati. È il vicepresidente di Aidp Paolo Iacci, come leggiamo sul Corriere, a mettere in evidenza i vantaggi della formazione in azienda, attività in grado di consentire alle persone di «imparare nuovi mestieri, di avere una mente aperta in grado di cogliere le varie opportunità prospettate dal mondo del lavoro. In azienda, poi, ha la capacità di creare spirito di gruppo e di accrescere la motivazione. Inoltre la formazione porta risultati, perché si tratta di un investimento che ha ritorni molto importanti misurabili. Infine, se le imprese fanno gruppo per investire in formazione, generano ricadute sull’intero territorio in cui operano, in termini di redditività e occasioni di lavoro».

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