Le donne al lavoro

di Francesca Vinciarelli

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Donne e lavoro ancora troppe poche e con pochi diritti.

Troppe ancora le problematiche che si presentano quando una donna cerca lavoro, gli ostacoli e i pregiudizi spesso condizionano in maniera negativa lo sviluppo e la crescita di una donna sul lavoro.

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Troppo spesso le porte vengono chiuse senza un motivo valido e reale, il mondo del lavoro dovrebbe essere aperto a qualsiasi tipologia di lavoratore, senza dare esclusiva importanza al sesso, all’età, ecc. Stereotipi purtroppo presenti ancora in grande abbondanza nella vita quotidiana e anche nella vita lavorativa, tutto ciò porta a una chiusura mentale molto drastica, limitando le donne al lavoro di mansioni ben precise, rischiando un’assenza di crescita nella carriera. La battaglia delle donne per arrivare ad un traguardo chiamato uguaglianza, è ancora lunga e insidiosa. Questo lo dimostrano le molteplici statistiche e sondaggi, ma non solo, sembra infatti che le donne una vittoria l’abbiano ottenuta, ma che tanto vittoria non è: le donne italiane lavorano di più. Un buon traguardo se fosse seguito anche da moltissime altre cose, come retribuzioni adeguate, mansioni e così via.

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Perché lavorare di più significherebbe molto se le donne riuscissero a raggiungere mansioni intoccabili o quasi. Spesso la carriera di una donna è interrotta già dagli inizi, per i datori di lavoro essere donna spesso significa troppi problemi, permessi e richieste, per questo avvengono anche licenziamenti senza giustificazioni, licenziamenti ad esempio vicino ad una prossima maternità. Tutto ciò naturalmente è legalmente punibile, ma spesso una battaglia tra una donna licenziata e un datore di lavoro viene vinta molto spesso da quest’ultimo. 

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Ma tornando al tempo lavorativo di una donna, si hanno 326 minuti di differenza con gli uomini. Tutto ciò non riguarda solo il lavoro, che comprende già fatica e stress, ma ne fa parte anche quel lavoro che comprende la casa, i figli, problemi familiari, ecc. Spesso la maggior parte degli uomini si ferma al primo impegno, come il lavoro in ufficio, in azienda e quant’altro. Precisando che al contrario spesso il problema della donna è quello di doversi fermare, non per decisione propria, solo al secondo impegno, perché il lavoro non si trova, ne parlano i dati, il 47% delle donne italiane lavora, contro il 67% degli uomini. Ma purtroppo le problematiche continuano anche quando una donna supera l’ostacolo dell’assunzione, spesso ci si ritrova a combattere con colleghi o superiori che trattano le donne in modo inferiore. Quindi per chi riesce a lavorare, le problematiche non finiscono, dato che anche per quanto riguarda il salario vincono gli uomini, con un -12% dello stipendio per le donne. 

La donna devono sempre dimostrare le proprie capacità e conoscenze, perché sempre messa alla prova.  Bisogna anche precisare che non mancano le battaglie ed alcuni buoni risultati.