Il capo che fa favoritismi

di Francesca Vinciarelli

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Il favoritismo rende i rapporti sul lavoro complessi e con rischio litigi, ecco allora cosa un capo deve evitare.

Le storie sui capi tiranni e insensibili sono all’ordine del giorno e molti dipendenti ne subiscono tutte le conseguenze. Si pensa quindi che un capo amico farebbe meglio all’azienda e a tutti i dipendenti, ciò non è assolutamente vero.

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Nessuno dei due estremi fa bene ne al capo ne al gruppo di lavoro, il capo ricopre un ruolo preciso che deve rimanere tale in qualsiasi situazione, essere educati, saper farsi rispettare con le giuste maniere è ciò che ogni capo dovrebbe fare. L’essere simpatici e creare un ambiente lavorativo sereno non significa diventare amici con i dipendenti. Un buon capo sa infatti che l’amicizia con i dipendenti può creare diverse problematiche. 

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Se si crea un rapporto di amicizia con un dipendente, anche pensando di rimanere equi sul lavoro, si possono creare all’interno del team dei fraintendimenti, alcuni dipendenti possono arrivare a pensare che si sta proteggendo o favorendo il dipendente amico. Inoltre il dipendente amico si sentirà in diritto di fare più richieste e il capo con il potere del suo ruolo accetterà fino a che possibile, ciò a lungo andare a creare problematiche. Ciò è valido anche per i giudizi, il capo non riuscirà mai, pur volendo, a criticare il dipendente con lo stesso giudizio che utilizzerà per gli altri, sarà sempre più gentile e accondiscendente.

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Il ruolo del capo deve rimanere tale eliminando gli atteggiamenti aggressivi e mantenendo la serietà e la serenità che servono in questo ruolo. L’amicizia non aiuterebbe in nessun modo a migliore l’ambiente lavorativo e la figura del capo stesso.

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