Titoli professionali che non soddisfano

di Teresa Barone

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Non sempre il titolo professionale descrive al meglio ruolo e mansioni svolte in azienda.

Cosa pensano i lavoratori del loro titolo professionale? Quanto quest’ultimo è in grado di rispecchiare il ruolo occupato in azienda?

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La recente indagine “WorkSphere” mette in evidenza una certa insoddisfazione soprattutto per quanto riguarda i titoli tradizionali, spesso non più sufficienti per descrivere le reali responsabilità che comporta e considerati troppo generici (Project manager, ad esempio, è ritenuto eccessivamente vago dal 14% degli intervistati).

In alcuni casi, quindi, usare un titolo professionale standard può rappresentare una limitazione e spesso questa percezione influisce negativamente sul morale e sulla soddisfazione lavorativa: per le aziende verificare questo malcontento è fondamentale per evitare che la qualità delle prestazioni cali e che la produttività ne risenta.

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Allo stesso tempo, tuttavia, pur non apprezzando il titolo usato per definire la sua posizione la maggior parte dei lavoratori ritiene di poter descrivere al meglio il suo lavoro, rendendolo facilmente comprensibile. Sono le risorse più giovani, infine, a preferire l’uso di titoli originali che esprimono creatività e innovazione.

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