La tecnologia che rende improduttivi

di Teresa Barone

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Server, stampanti e altre risorse ICT insufficienti rischiano di far perdere fino a 19 giorni di lavoro in un anno.

Ammontano a 19 i giorni di lavoro persi in un intero anno a causa delle risorse tecnologiche insufficienti e obsolete, con conseguenze pesanti dal punto di vista della produttività e ripercussioni negative per gli stessi lavoratori.

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A rivelarlo è un’indagine promossa da Censuswide per Sharp, condotta su un campione di più di 6mila impiegati in nove Nazioni europee.

Il report – presentato a Roma in occasione del convegno “Industria 4.0, il futuro del lavoro e il lavoro del futuro” – svela quali sono le risorse ICT che fanno perdere più tempo, dalla ricerca dei file sul server alle stampanti che si inceppano, in grado di far sprecare rispettivamente 23 e 15 minuti quotidiani (come sottolinea il sociologo Domenico De Masi).

In Italia, la percentuale dei lavoratori che ritiene il posto di lavoro tecnologicamente inadeguato corrisponde al 53%, mentre per il 68,2% degli intervistati la produttività aumenterebbe proprio grazie al potenziamento delle strumentazione digitale.

«La tecnologia dovrebbe rendere più facile la nostra vita e aiutarci a lavorare più velocemente, tuttavia, nel mondo reale, tecnologie obsolete e difficili da usare spesso rallentano le persone, costringendole a perdere tempo – aferma Carlo Alberto Tenchini, direttore marketing e comunicazione Sharp Italia -. Da un lato le aziende devono capire l’importanza delle tecnologie interconnesse, dall’altro devono porre al centro lo sviluppo delle competenze umane, di quelle del manager e attivarsi per la creazione di scuole di formazione aziendali.»