Professione Data Scientist

di Teresa Barone

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Tre soft skills fondamentali per diventare brillanti Data Scientist.

Chi è e cosa fa il Data Scientist? Tra le figure professionali più richieste dalle aziende di vari settori, dal finance al pharma fino alle utilities, si occupa di analizzare, aggregare e interpretare i Big Data e deve essere dotato di competenze specifiche, oltre che di un bagaglio di conoscenze variegato in ambito matematico e statistico.

=> Le digital skill nelle professioni manageriali

Irion, software house italiana specializzata nell’Enterprise Data Management e partner dell’Università degli Studi di Torino, fornisce alcune dritte per capire meglio quale direzione dovrebbero prendere gli “scienziati del dato” per essere realmente produttivi e apprezzati.

Se, come accennato, a essere prioritarie sono le competenze in matematica applicata, statistica, informatica o fisica, così come machine learning e data mining, ci sono anche alcune sofk skills che rappresentano un valore aggiunto notevole.

Eccone le tre principali secondo il CEO di Irion Alberto Scavino:

Integrare teoria e pratica

Al background accademico deve necessariamente essere unità la pratica sui dati reali, effettuata attraverso stage o collaborazioni anche durante in percorso di studi.

Sviluppare l’intuito

L’intuito è fondamentale per svolgere bene la professione di Data Scientist, senza tuttavia tralasciare la verifica attenta delle informazioni a disposizione e la valutazione delle caratteristiche prima di optare per un dato modello.

Specializzazione

Specializzarsi è determinante per poter realmente essere di utilità alle aziende che necessitano di figure in grado di interpretare ingenti quantità di dati rispettando le normative vigenti, soprattutto in termini di privacy, protezione e sicurezza dei dati.

Fonte immagine: Shutterstock

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