Moda: Coccinelle si prepara allo sbarco in Cina

di Teresa Barone

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Coccinelle porta la moda italiana in Cina: imminente l?apertura di 3 nuovi store monomarca, che diventeranno 70 nel giro di 5 anni.

Per il brand Coccinelle è arrivato il momento di conquistare il mercato cinese, con un progetto di investimenti che porterà ad aprire 70 store in 5 anni. L’azienda italiana, passata sotto il controllo del gruppo coreano E-Land da poco più di 2 mesi, porterà la moda italiana in Cina nel tentativo di espandere maggiormente la sua presenza nei mercati asiatici.

L’annuncio dell’imminente sbarco in Cina è stato dato dall’amministratore delegato del gruppo, Angelo Mazzieri, il quale ha diffuso la notizia dell’apertura di tre monobrand entro la fine del 2012, un’operazione supportata dai risultati che hanno caratterizzato l’andamento dell’azienda specializzata nella produzione di accessori moda nel primo trimestre del 2012, con un fatturato di circa 18 milioni e un Ebitda di 3 milioni: “Rispetto allo scorso esercizio è migliorata notevolmente la posizione finanziaria a dimostrazione della sua solidità e del suo equilibrio patrimoniale. Al 31 marzo del 2011 infatti era pari a 4,3 milioni di euro, rispetto ai 500 mila euro del primo trimestre 2012. Stiamo studiando lo sbarco in grande stile in Cina, che dovrebbe avere inizio nel secondo semestre con l´apertura di 3 monobrand. La Cina è un mercato molto interessante dato che nel Paese la classe media si sta allargando grazie alla crescita economica globale“.

Gli investimenti in Cina rientrano nel programma previsto dall’azionista di maggioranza di Coccinelle, E-Land, che punta alla creazione di ben 90 negozi monomarca entro i prossimi 5 anni, dei quali 70 solo in Asia. Un traguardo ambizioso che ha su una base solida, basti pensare alle cifre che caratterizzano l’attuale giro d’affari dell’azienda di Parma, con 91 punti vendita monomarca e una distribuzione che si spalma su oltre 1100 store multibrand a livello mondiale.

Nell’ottica della griffe italiana, leader nella produzione di borse, scarpe e accessori ma appartenente alla branca del “lusso accessibile“, c’è infatti la ricerca di nuovi mercati che possano valorizzare i prodotti made in Italy destinati a un target di clientela medio alto, in grado di apprezzare il design italiano ma anche l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Tra i progetti dell’azienda emiliana c’è anche il potenziamento della produzione di calzature, grazie al recente accordo siglato con Manas che si concretizzerà a partire dalla stagione autunno/inverno 2012.

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