Green economy a rischio flop

di Chiara Basciano

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I dati della green economy non sono positivi ma si spera nel 2014

La mancanza di norme precise e la continua altalena delle politiche energetiche di tutti i paesi rischia di far fallire ogni tentativo di investimento nell’energia pulita.

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Le stime riguardanti il settore, infatti, continuano ad essere negative, come sottolineato dal Global trends in clean energy investment redatto dalla società di ricerca Bloomberg New Energy Finance. Eppure il 2014 dovrebbe essere un anno positivo, essendo iniziato con una grande interesse da parte degli investitori nei confronti dell’energia pulita in generale, e delle nuove tecnologia in particolare, come smart grid, sistemi di stoccaggio e veicoli elettrici.

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La green economy rischia di diventare un grosso flop se non si prenderanno subito seri provvedimenti, che tutelino le categorie, stabilendo norme più precise. I dati del 2013, per quanto riguarda l’Europa, sono tutt’altro che positivi: in Germania dai 26 miliardi di dollari del 2012 si è passati ai 14 del 2013, in Francia da 6,2 a 4,1, in Spagna da 3,1miliardi a 1,1 e in Italia, dove si registrano le cifre peggiori, dai 15,2 miliardi del 2012 si è arrivati a 4,1, pari al 73% in meno del volume d’affari generato nel 2012, ovvero 15,2 miliardi di dollari.

Nel dettaglio i settori peggiori sono quelli del solare, delle biomasse e dei biocarburanti, mentre l’eolico registra dati meno gravi, nonostante l’allarme del Coordinamento FREE, ANEV e assoRinnovabili che ha reso noti i dati del 2013: 450 MW installati in meno e un calo della nuova potenza di oltre il 65% rispetto al 2012.