L’energia pulita migra all’estero

di Chiara Basciano

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Nord, Centro e Sud America le mete preferite per gli investimenti italiani delle rinnovabili

L’Italia è da considerarsi come uno dei paesi più all’avanguardia per quanto riguarda la produzione dell’energia pulita, nonostante ciò si assiste ad un notevole calo di investimenti rispetto all’anno scorso.

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Eppure le conoscenze tutte italiane nel settore non vanno disperse, infatti gli investimenti si stanno semplicemente trasferendo all’estero. Lo ha messo in evidenza l’Irex Annual Report realizzato da Althesys, che ha evidenziato come ad un calo del 25% in termini di potenza e del 23% in termini di valore, – con 204 operazioni, corrispondenti a 5.832 megawatt, per un valore stimato di 7,8 miliardi di euro – in Italia corrisponde una crescita del 16% nei paesi stranieri.

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Il report individua inoltre le zone maggiormente interessate dallo produzione di energia secondo metodi alternativi. In Brasile sta partendo proprio ora l’installazione del fotovoltaico, in Cina sono stati installati 16.000 megawatt di eolico e 12.000 di fotovoltaico, l’India, nonostante il sistema ferraginoso va nella stessa direzione, soprattutto grazie ai costi molto bassi e in Sudafrica le imprese italiane hanno trovato terreno fertile.

Per quanto riguarda la situazione interna Alessandro Marangoni, CEO di Althesys e direttore scientifico dell’IREX Annual Report spiega «Il sistema elettrico raggiungerà un nuovo equilibrio tra il 2017 e il 2020 soprattutto con l’avvento della produzione elettrica distribuita e il diffondersi di sistemi di accumulo e stoccaggio, che imporranno nuovi modelli di mercato».

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