Le paure delle PMI

di Chiara Basciano

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Le piccole e medie imprese, tra timori e ottimismo.

La nuvola nera della crisi continua ad addensarsi sulle teste delle aziende. Non diminuiscono i timori legati al fallimento, come sottolineato dalla terza edizione del sondaggio internazionale realizzato da GFK Eurisko per conto di Zurich Insurance Group (Zurich).

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Analizzando lo stato di tremila aziende, sparse in 15 paesi, nel corso degli ultimi 12 mesi appare chiaro che  la contrazione della domanda (temuta dal 40% delle aziende) e un alto livello di concorrenza congiunto agli effetti del calo dei prezzi sulla marginalità (33,5%) sono i fattori più temuti. A seguire il rischio di incorrere in problemi legali e fiscali (17,5%) e danni all’immagine e alla reputazione (13,5%). Inoltre aumentano i rischi legati alla vulnerabilità dei sistemi tecnologici (da 0,8% nel 2013 a 8,5% nel 2015), ai crimini informatici (da 3,2% nel 2013 a 10,5% nel 2015) e alla corruzione (da 0,4 nel 2013 a 3,5% nel 2015).

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Guardando i lati positivi le più grandi opportunità di sviluppo sono individuate nella riduzione dei costi e delle spese. Inoltre si dà un nuovo valore agli investimenti nelle risorse umane. In generale il Nord ed il Sud America appaiono come i paesi più ottimisti riguardo alla crescita, soprattutto quella legata alle nuove opportunità dell’e-commerce. La zona dell’Asia Pacifico punta invece alla diversificazione di prodotti e servizi.

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Per quanto riguarda l’Europa le agevolazioni di accesso al credito sono considerate la nuova opportunità di sviluppo, così come in Medio Oriente dove negli ultimi 3 anni le PMI che hanno colto questa opportunità sono passate dal 6% al 17%.

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