Il futuro è food

di Chiara Basciano

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La food innovation come spinta per l'economia italiana: ne parla Marco Gualtieri.

Italia vuol dire buon cibo, ma come far convivere la tradizione con l’innovazione? L’unica strada percorribile è la food innovation, cioè impiegare lo sviluppo tecnologico per sviluppare in maniera virtuosa l’agroalimentare.

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Marco Gualtieri, alla guida di Seeds&Chips, analizza il settore, dimostrando come le potenzialità per l’Italia siano moltissime, soprattutto grazie alla visibilità data da Expo 2015. Investire nella food innovation infatti genererebbe un incremento del Pil superiore all’1.5%, vale a dire 30 miliardi di euro.

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Secondo Gualtieri le sfide più importanti del settore sono l’aumento della popolazione mondiale, l’inquinamento e i cambiamenti climatici, la diffusione di parassiti e infestati, la lotta agli sprechi, ma anche il sostegno dei piccoli produttori, l’urbanizzazione, i flussi migratori e la tutela della salute. L’apporto tecnologico potrebbe dare la giusta spinta allo sviluppo del settore, grazie alla realizzazione di soluzioni innovative, dall’agricoltura di precisione, al Controlled Environment Agricolture (CEA), dalle stampanti 3D, ai nuovi cibi, i super cibi, solo per citarne qualcuna.

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I numeri parlano chiaro, infatti nel corso del 2015 sono stati investiti quasi sei miliardi nel settore che, secondo alcune previsioni, creerà un milione di posti di lavoro e genererà un impatto sull’economia nei prossimi anni di oltre 3 trilioni di dollari.