Anche l’email marketing ha il suo glossario

di Noemi Ricci

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L'email marketing è ormai una metodologia di comunicazione basata sulla rete tra le più diffuse tra le imprese, il suo gergo però a volte risulta poco comprensibile, una breve guida per destreggiarsi in questo glossario

Sono numerose le imprese, di qualsiasi dimensione, che si affidano per le proprie campagne pubblicitarie, o integrano le stesse, con l’email marketing. Uno strumento utile, soprattutto in tempi di crisi, per i suoi costi contenuti e la capacità di raggiungere un numero elevato di potenziali clienti. È però necessario saperlo utilizzare bene e conoscerne le caratteristiche peculiari, ad esempio la terminologia che lo contraddistingue.

Infatti, anche l’email marketing possiede un proprio glossario, anche se a volte questo può risultare poco comprensibile per chi deve destreggiarsi nella lettura delle varie offerte e documenti. Vocaboli apparentemente difficili che nascondono però concetti semplici, talvolta banali e ben conosciuti.

Stiamo facendo riferimento al documento predisposto dallo IAB (Internet Advertising Bureau). Tra i primi termini specifici dell’email marketing troviamo l’Email Service Provider(ESP), l’azienda che offre la tecnologia per la gestione di campagne email.

Per Bounce Rate invece si intende la cosiddetta “frequenza di rimbalzo”, ovvero quell’insieme di email che non raggiunge effettivamente l’inbox dei destinatari, ma finisce in cartelle secondarie o nello spam o addirittura non arriva proprio.

Questa parte residua di mail si definisce hard se la causa della mancata ricezione dell’email è permanente, come nel caso in cui l’indirizzo sia sbagliato o non esista più. Nel caso in cui invece siano momentanee, ad esempio se il destinatario ha la casella di posta piena, il bounce rate è detto soft.

La parte più interessante per le imprese che intraprendono campagne di marketing basate su newsletter è invece l’email conversion, cioè la percentuale delle email che “colpisce nel segno, generando un’azione dell’utente come un acquisto, un click, l’invio di un modulo e così via.

Altro parametro interessante è l’email revenue, che quantifica la somma di denaro generata dalla campagna email. In base a questo è poi possibile calcolare il ritorno sull’investimento, altrimenti detto Gross Profit, sottraendo dall’email revenue le spese di gestione della campagna.

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