Ecommerce, navigatori stressati dai siti lenti

di Alessandro Vinciarelli

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In un mondo sempre più connesso attraverso la larga banda i navigatori si dichiarano stressati da lenti caricamenti e lunghe attese. E' web-stress, ma incide sul successo di siti e applicazioni di e-commerce

Quasi tutti gli aggregati urbani, e non solo, sono connessi tramite adsl, umts e banda larga. L’imperativo è essere veloci nella navigazione di tutti i giorni e raggiungere le informazioni in modo semplice e rapido.

D’altronde recenti ricerche, come quella Ca Web Stress Index 2009 condotta da Redshift Research, evidenzia come il 74% dei lavoratori utilizzino il Web molto più frequentemente rispetto a pochi anni fa e soprattutto quasi la totalità, ovvero il 98%, ammette di non poterne fare più a meno.

Purtroppo il rovescio della medaglia è che gli utenti di internet diventano sempre più esigenti e si lamentano di fronte a pagine web eccessivamente lente nel caricarsi. E’ un vero e proprio sentimento di frustrazione, che provoca reali forme di stress e che spesso può determinare la disfatta di un sito o una applicazione web. Nel 41% dei casi il navigatore viene letteralmente colto da rabbia, mentre il 38% si limita a ritenersi insoddisfatto del proprio operato.

E’ un problema particolarmente noto alle aziende che puntano su internet per vendere i propri prodotti. Buona parte degli utenti (34%) lasciano il sito di e-commerce se la pagina d’interesse non viene caricata in meno di dieci secondi, trasferendosi nella peggiore delle ipotesi sulla vetrina di una azienda concorrente.

Per le imprese il danno e significativo, soprattutto considerando l’alto numero di navigatori che si lamentano dell’inefficienza dei siti di commercio elettronico. Circa il 38% dichiara infatti di aver avuto difficoltà nell’eseguire operazioni di vendita/acquisto on-line.

Di questi il 46% afferma che la conseguenza primaria è quella di spostarsi su un sito alternativo, mentre il 34% decide di interrompere definitivamente l’attività che stava perseguendo. Una corsa contro il tempo, quindi, per non generare insoddisfazione nel consumatore e non perdere un potenziale cliente.

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