Personal Branding: Google è il tuo CV

di Marco Lucarelli

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Come essere il PR di se stessi nel mercato del lavoro, che oggi passa da motori di ricerca e social network.

«Google è il tuo CV». Questa affermazione riassume bene quanto sia cambiato il nostro modo di rapportarci al mondo del lavoro e quanto il Marketing non sia più solo una funzione aziendale ma uno strumento di sopravvivenza in un mercato sempre più competitivo. Soprattutto per chi opera nel Project Management o nel’IT e che, fino a ieri, era convinto che fossero i risultati a parlare per sé: puntualità e rispetto degli impegni presi fanno il successo: tutto il resto non conta.

E invece conta eccome! Ce lo spiega il libro di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti Personal Branding. L’arte di promuovere e vendere se stessi online (HOEPLI, 2010) che insegna a raccontare la propria storia professionale sfruttando le potenzialità dei social media.

Se pensate a voi stessi come ad un’impresa, l’utilizzo coordinato dei social media può contribuire alla costruzione di una personale campagna di marketing: è questo il presupposto per cogliere l’importanza del sapersi raccontare.

Il modello sa seguire è self-assessment (prima), empowerment (durante) ed employability (dopo). Per farla breve, prima dovete capire chi siete e cosa volete fare, poi acquisire fiducia nelle vostre capacità e trasformarle in azioni, per ottenere alla fine come risultato, la vostra spendibilità sul mercato del lavoro e fare in modo che le aziende vi cerchino, e non il contrario.

Bene, avete recepito il messaggio però barcollate quando si tratta di attuare il marketing di se stessi. Come metterlo in pratica? Essere presente a convegni, fare networking, apparire sono tutte attività importanti, ma sono molte di più le opportunità offerte da Internet e social media.

Ce lo spiega il nostro libro, dove già la chiarezza espositiva ci fa capire come possiamo arrivare lontano muovendoci nell’affascinante (ma scivoloso) mondo dei social media. Affascinante perchè i social media come LinkedIn, Viadeo, Twitter o Facebook ci offrono un’opportunità di visibilità e networking prima non disponibile, scivoloso perchè bisogna fare attenzione a come ci si espone in Rete, a cosa diciamo, a come lo diciamo e soprattutto a cosa gli altri dicono di noi.

Un po’ come se fossimo il nostro ufficio Comunicazione e Pubbliche Relazioni: dobbiamo fare tutto da soli. Troppo faticoso? Può darsi, ma se pensate che il vostro CV cartaceo a breve sarà morto e che un potenziale headhunter proverà ad ottenere informazioni su di voi facendo una ricerca “vostro nome AND cognome” su Google allora potrebbe valerne la pena.

Il libro ci spiega quindi come agire nella pratica, come collocarsi in Rete, come presentarsi in modo coordinato e coerente sia dal punto di vista grafico che comunicativo. Stimola a impegnarsi nella cura della “comunicazione integrata” ma, a differenza della vecchie tecniche di marketing in broadcast, per avere successo in Rete dovremo essere sinceri, far trasparire le nostre vere passioni per le quali siamo in grado di offrire qualcosa, alla comunità virtuale e non, fornire un contributo.

Perchè leggerlo? Si parla tanto di Personal Branding ma senza spiegare come metterlo in pratica: questo libro ci aiuta a capirne qualcosa in più e a coglierne le opportunità. Senza snobismi da addetti ai lavori.

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La scheda del libro: Personal Branding. L’arte di promuovere e vendere se stessi online

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Marco Lucarelli: manager di progetto in una multinazionale TLC, è anche autore del blog Letture per manager.

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