Piccole e medie imprese: ha senso usare le Linkedin Stories?

di Redazione PMI.it

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Come creare Linkedin Stories ed utilizzarle come uno strumento di branding ad uso di professionisti e imprese.

Il primo è stato Snapchat. Poi sono arrivati Facebook, Instagram e Twitter. Tra i social media più diffusi solo uno mancava all’appello. Mancava, infatti, perché le LinkedIn Stories sono ormai una realtà. E come mai le principali piattaforme fanno a gara per adeguarsi a questo formato, anche quella che non ti aspetteresti? I motivi sono molteplici.

Partiamo dal fatto che, in generale, le Stories sono meno impegnative rispetto ai classici post testuali o video. Si tratta, infatti, di contenuti freschi, leggeri, veloci: durano pochi secondi e spariscono 24 ore dopo la loro pubblicazione. Non richiedono, quindi, particolare attenzione e, a seconda del proprio obiettivo, si possono usare per divertire, intrattenere e informare.

In base alle funzionalità messe a disposizione si possono aggiungere adesivi, effetti, musica, slogan in modo da dare un tuo tocco personale e renderle riconoscibili.

Sono un ottimo strumento per attirare l’attenzione del pubblico, fidelizzarlo e portarlo a compiere un’azione (l’acquisto o la visita al proprio sito, ad esempio). Il loro carattere “effimero” non deve trarre in inganno: per ottenere i risultati prefissati c’è bisogno di individuare uno stile di comunicazione unico e originale, cucito addosso alla tua azienda. E, neanche a dirlo, tempo e costanza.

Detto ciò andiamo nella pratica e capiamo assieme come integrarle nella tua strategia di Marketing Linkedin.

Cosa comunicare di sé e della propria azienda? Un elemento cruciale che vale per tutti i social e in modo particolare per quello di cui parliamo, in cui non puoi permetterti di uscire fuori dall’ambito professionale. Niente foto delle vacanze o di uscite a cena, per intenderci. Abbiamo chiesto a Elisa Cornelli, Linkedin Strategist del team di Emera Comunicazione, di condividere con te il suo punto di vista. Ecco cosa mi ha raccontato in merito.

Le Stories Linkedin sono l’ideale per anticipare lanci o anteprime in modalità countdown e per informare in un sol colpo la tua rete di collegamenti, stimolando curiosità e desiderio nell’attesa. Mi vengono in mente le presentazioni di nuovi prodotti in occasione di fiere all’estero o di eventi online. Oppure la segnalazione di iniziative a livello locale, nel caso ad esempio di un networker professionista.

Un altro uso, legato allo sviluppo del Personal Branding su LinkedIn, è il “real time” cioè la narrazione della quotidianità e del “dietro le quinte” della tua attività lavorativa. Che si tratti della giornata tipo di un avvocato milanese di grido o di un artigiano del Centro Italia che lavora la pelle, il racconto autentico della filosofia e dei valori che stanno alla base del lavoro può fare la differenza nel momento della scelta d’acquisto da parte di un possibile cliente.

Sottolineo inoltre l’opportunità di testare la condivisione di “pillole di valore” in modo meno formale e statico, ricreando una sensazione di maggiore vicinanza e “normalità”, in cui il tuo pubblico possa riconoscersi con più entusiasmo. Infine consiglio di testare le Linkedin Stories in ottica di Recruiting, ovvero di ricerca e selezione dei talenti da inserire in azienda.”

Le parole chiave da tenere in mente sono quindi:

  • lanci di prodotto/servizio e anteprime
  • racconto del “dietro le quinte”
  • valori e filosofia aziendali
  • identificazione del tuo pubblico
  • ricerca di talenti

A partire da queste informazioni di base per costruire Linkedin Stories c’è solo una cosa da fare: passare all’azione. Creare, pianificare, pubblicare e soprattutto monitorare i dati, gli unici a fornire un feedback inequivocabile sulle proprie strategie Linkedin.

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Laura CaraccioloSocial Media Manager & AU EmeraAgenzia di Social Media Management

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