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Manovra finanziaria dopo il vertice: aumento IVA, stretta pensioni e taglio Province

di Barbara Weisz

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In CdM l'ennesima variante della manovra finanziaria bis dopo il nuovo vertice a Palazzo Grazioli: contributo di solidarietà, aumento IVA, stretta su pensioni, taglio Province; il Governo impone la fiducia.

Riveduto e corretto per l’ennesima volta il testo della manovra finanziaria bis, su cui il Governo pone la fiducia: convocato appositamente un Consiglio dei Ministri da premier Berlusconi. La manovra finanziaria è stata ancora una volta in pochi giorni stravolta nel corso di un vertice a Palazzo Grazioli – presente anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti – durante il quale sarebbe ricomparso l’aumento dell’Iva (al 21%), così come l’abolizione delle Province; torna anche il contributo di solidarietà sui redditi oltre i 500mila euro, e una nuova stretta sulla pensione delle donne.

Tutto questo dopo che ieri, a sollecitare il Governo e l’intera classe politica italiana a risolvere l’emergenza, era intervenuto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, preoccupato per l’allargamento dello spread fra i titoli di stato italiani e il Bund tedesco. «Si è ancora in tempo – ha sollecitato Napolitano – per introdurre in Senato nella legge di conversione del decreto del 13 agosto misure capaci di rafforzarne l’efficacia e la credibilità. Faccio appello a tutte le parti politiche perché sforzi rivolti a questo fine non vengano bloccati da incomprensioni e da pregiudiziali insostenibili».

Secondo quanto si apprende, dunque, le novità di oggi della manovra finanziaria riguarderebbero: IVA al 21%, prelievo del 3% sui redditi alti, a partire dai 500mila euro (non più 90mila secondo la versione di Ferragosto), abolizione delle Province, età pensionabile delle donne, con adeguamento del settore privato a quello pubblico dal 2014.

Oggi, da registrare che in tutta Italia contro la manovra finanziaria c’è stato lo sciopero generale della Cgil, la cui leader, Susanna Camusso, ha definito «irresponsabile» la manovra. Il sindacato è infuriato in particolare con le misure contenute nell’articolo 8, quelle che prevedono contratti aziendali in deroga a quelli nazionali e alle leggi in materia di licenziamento, toccando quindi l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

E infine, i segnali di preoccupazione sono arrivati anche dall’estero, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel che ha paragonato l’Italia alla Grecia, dall’agenzia Moody’s, che potrebbe declassare il debito sovrano dell’Italia (sotto osservazione da giugno), e dal Financial Times, che in un articolo sulla sua rubrica più prestigiosa, la Lex Column, mette in guardia sul fatto che l’Europa non sarebbe in grado di superare una crisi definitiva dell’economia italiana, definisce «incompetente» il nostro sistema politico, e boccia senza termini la manovra (nella sua formulazione fino a ieri), che «ha il potenziale di danneggiare l’economia italiana piuttosto che di accelerare la crescita». Il titolo lascia spazio a ben poche interpretazioni:”Fiasco fiscale”. 

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