DURT nel Decreto Fare bloccato in Senato

di Noemi Ricci

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Nel passaggio al Senato il decreto Fare perde il DURT, il DURC tributario per gli appalti, dopo le proteste delle imprese e delle associazioni di categoria.

Ha avuto vita breve il DURT, il Documento Unico di Regolarità Tributaria richiesto alle imprese subappaltratrici per ottenere il pagamento, in sostanza un DURC tributario per gli appalti. Al Senato infatti la norma sul DURT introdotta alla Camera all’articolo 50 del Dl Fare è stata bloccata, anche per via delle numerose proteste da parte delle imprese , oltre a quelle di Confindustria, Rete Imprese Italia, Ance e altre Associazioni che lo ritenevano un’inutile complicazione (leggi i dubbi delle imprese sul DURT). La novità è frutto dell’approvazione dei tre emendamenti presentati da Pdl, Pd e Scelta Civica: niente più esonero, dunque, dalla responsabilità solidale fiscale relativamente alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente per l’impresa subappaltatrice che su richiesta dell’appaltatore presenti il documento unico di regolarità tributaria, ora abolito sul nascere dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio a Palazzo Madama. L’idea con la quale era stato introdotto il DURT era quella di alleggerire la responsabilità solidale fiscale negli appalti, il problema è che però il Documento Unico di Regolarità Tributaria avrebbe rappresentato un onere pesante per il subappaltatore, aumentando i suoi adempimenti burocratici e mettendolo a rischio di non incassare i pagamenti da parte dell’appaltatore con pendenze fiscali (leggi perché). Dunque dietro-front: si torna al testo del Governo in tema di responsabilità solidale fiscale negli appalti.

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