Aumento IVA verso la conferma: i nuovi rincari

di Barbara Weisz

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Governo verso l'aumento IVA a luglio nonostante l'impatto su consumi, famiglie e imprese: le ipotesi normative allo studio e le stime di Confcommercio, Federconsumatori, Cgia Mestre.

L’aumento IVA al 22% impatterà sul 70% dei consumi, con un aggravio di spesa di 135 euro a famiglia ed un affondo ai consumi, con la conseguenza che a fine anno rischiano di chiudere 26mila aziende.

Le associazioni di imprese e consumatori – Confcommercio, Federconsumatori, Cgia Mestre – rinnovano dunque l’appello a rispettare il programma di governo ed evitare l’aumento (leggi di più), che tuttavia sembra destinato a rimanere per motivi di bilancio.

Impatto su Fisco

Mettere mano al provvedimento richiede più tempo di quanto ce ne sia a disposizione, visto che la Legge di Stabilità 2013 (vai alla sintesi delle novità) impone l’incremento di un punto per l’attuale aliquota del 21% dal primo luglio.

L’aggravio di imposta previsto è di 2,1 miliardi di euro nel 2013 – guarda caso una cifra molto vicina a quella relativa all’acconto IMU di giugno sulla prima casa, che è stato rinviato (leggi qui) – e 4,2 miliardi nel 2014.

Tante le ipotesi allo studio: un aumento selettivo dell’aliquota o anche l’incremento dell’IMU sugli immobili di lusso.

I casi sono due: o il governo emanerà a breve un provvedimento per bloccare l’aumento IVA (magari inserendolo nell’annunciato decreto lavoro, giovani, e previdenza), o rinvierà le decisioni a dopo l’estate, per inserirle nel maxi-provvedimento di riordino fiscale con cui metterà mano alla riforma dell’IMU e forse della Tares (leggi qui). In questa seconda ipotesi, nel frattempo a luglio scatterà l’aumento.

Impatto sui Consumi

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, paragona l’aumento IVA a una «calamità naturale», ricordando che la domanda interna (80% dei consumi) è già ferma: alzare l’IVA significa «assestarle un colpo letale». L’aggravio di spesa stimato per il 2013 è di 70 euro a famiglia, per poi passare 135 euro dal 2014.  Secondo Federconsumatori, una famiglia di tre persone spenderebbe 207 euro annui in più, anche perché l’aumento IVA comporterebbe un incremento del tasso di inflazione dello 0,6-0,7%.

I rincari IVA riguarderanno una lunga serie di voci fondamentali:

  • Tariffe professionali
  • Benzina e carburanti
  • Auto e moto (pezzi di ricambio, manutenzione e riparazioni)
  • Abbigliamento (calzature, accessori riparazioni di abbigliamento e calzature)
  • Elettronica di consumo (telefonia, radio, televisore, hi-fi e videoregistratore, computer, riparazioni, cancelleria giochi e giocattoli)
  • Articoli per la casa (elettrodomestici, arredamento, biancheria per la casa, servizi domestici, detersivi, lavanderia, tintoria, piante e fiori)
  • Cura personale (barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza, gioielleria, bigiotteria)
  • Tabacco e Alcolici (vino, birra)

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