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Taglio IRES: il nodo dello sconto fiscale nel 2016

di Barbara Weisz

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L'anticipo di una parte del taglio IRES per le imprese al 2016 dipende dall'Europa: il nodo delle clausole flessibilità vale 3,3 miliardi, senza i quali l'IRES scenderà solo nel 2017.

Con ogni probabilità in Legge di Stabilità ci sarà un anticipo del taglio IRES al 2016, ma in realtà si tratta di un punto sul quale ancora non ci sono certezze: dipende dalle decisioni della Commissione UE sulle clausole di bilancio. Quindi, al momento la riduzione di tre punti e mezzo di IRES per le imprese, con aliquota che passa dal 27,5 al 24%, resta in agenda per il 2017. Già nella manovra 2016 ci sarà una parte di questo taglio dell’imposta sul reddito delle società (sull’entità circolano diverse cifre, da uno a due punti), se Bruxelles consente all’Italia uno 0,2% in più di margine sul deficit in base alla cosiddetta clausola migranti.

=> Tutte le misure nella Legge di Stabilità

Al di là dei particolari tecnici di bilancio, si tratta di una somma intorno ai 3,3 miliardi di euro, che servirebbero appunto a finanziare l’anticpo di parte del taglio IRES, oltre a investimenti nell’edilizia scolastica. Un punto IRES, secondo le stime del Governo, vale circa 1,1 miliardi. Se ci sarà il via libera di Bruxelles, l’Italia avrà risorse aggiuntive da utilizzare per finanziare una misura su cui non ci sono i dettagli: fra le ipotesi, taglio di un punto e mezzo nel 2016, portando quindi l’aliquota al 26%, e ulteriore riduzione nel 2017, arrivando appunto all’IRES al 24%.

In attesa delle decisioni di Bruxelles, il premier conferma l’agenda di riduzione fiscale dei prossimi anni: dopo l’IRES nel 2017, arriveranno i tagli IRPEF nel 2018.

=> Legge di Stabilità 2016: bonus produttività e welfare aziendale

Ricordiamo che in Legge di Stabilità sono contenute una serie di misure fiscali a vantaggio di imprese e professionisti, con un intero capitolo dedicato a quello che il premier, nelle slide di presentazione della manovra, ha definito Statuto dei lavoratori autonomi: si tratta di una nuova riforma del regime dei minimi, che conferma l’impianto con l’aliquota al 5% alzando però i tetti di redditi di 10mila euro all’anno per tutte le categorie, e da 15mila a 30mila per i liberi professionisti (che erano i più penalizzati dalla norma inserita nella manovra dello scorso anno). Ci sono poi i super ammortamenti al 140%, utilizzabili già nell’ultimo trimestre del 2015, prolungamento al 2016 degli sgravi assunzioni, ridotti perà al 40% dei contributi per due anni, tassazione agevolata salario di produttività, abolizione IMU agricola e imbullontai, via IRAP agricola.