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Legge di Stabilità 2013: le altre norme che confluiscono

di Barbara Weisz

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La crisi di Governo rischia di allargare i confini della Legge di Stabilità che potrebbe contene norme su taglio Province, pareggio di bilancio in Costituzione, Delega Fiscale, Milleproroghe, Tobin Tax, ricongiunzione dei contributi e perfino un condono edilizio.

La Legge di Stabilità 2013 rischia di diventare un provvedimento omnibus, visto che la crisi di governo blocca il cammino parlamentare di molte leggi a un passo dal via libera: la soluzione può essere il loro inserimento in manovra finanziaria. Sulla graticola ci sono:

Legge di Stabilità 2013: l'iter e i contenuti normativi integrabili, dopo la crisi di Governo che rischia le sorti
  • Ricongiunzione onerosa dei contributi previdenziali
  • Pareggio di Bilancio in Costituzione
  • Milleproroghe di fine anno
  • Decreto Salva-infrazioni UE
  • Riordino Province
  • Legge Sviluppo bis
  • IMU ai Comuni

Manovra Finanziaria 2013

L’approvazione del Ddl Stabilità a Palazzo Madama è previsto il 18 dicembre: in caso di integrazioni e modifiche modifiche (che certamente ci saranno) si torna alla Camera con  approvazione entro il 21 dicembre, ultimo giorno utile.

Poi, il premier Mario Monti salirà al Quirinale per presentare le dimissioni, e a quel punto la crisi sarà interamente nelle mani del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Si va verso lo scioglimento delle Camere, quindi il governo Monti proseguirà fino alla data delle elezioni (si parla di febbraio) ma solo per l’ordinaria amministrazione.

L’impianto generale della Legge di Stabilità si focalizza sui seguenti punti:

Questo significa che ci sono leggi destinate ad arenarsi perché è impossibile che tutto finisca in un’unica legge, e dunque una serie di norme di fatto salteranno. Vediamole tutte.

Possibili integrazioni 

  • Enti locali: possibili revisioni delle regole del Patto di Stabilità interno e possibilità di destinare l’intero gettito IMU ai Comuni.
  • Ricongiunzione contributi: un emendamento del governo dovrebbe risolvere la questione della ricongiunzione onerosa dei contributi presso enti previdenziali diversi per 600mila lavoratori penalizzati dalla legge 122/2010.
  • Tobin Tax: nel ddl c’è una nuova tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie in azioni, strumenti finanziari partecipativi e derivati, ma non si escludono cambiamenti.
  • Milleproroghe: consueto rinvio di una serie di norme, molto probabilmente inserito nel Ddl di Stabilità.
  • Decreto anti-infazioni UE: appena approvato, prevede anche nuove regole sulla fatturazione e sul congedo parentale a ore (leggi i dettagli del decreto).

Altre norme che potrebbero confluire nella manovra: alcuni passaggi della delega fiscale ormai naufragata (leggi qui), e nelle ultime ore spunta anche un’ipotesi di condono edilizio, con un emendamento presentato da Carlo Giovanardi (Pdl) per riaprire i termini del condono del 2003.

=> Vai allo speciale sulla Legge di Stabilità 2013

Riordino Province

Trattasi di conversione in legge del decreto 5 novembre 2012, da portare a termine entro il 5 gennaio 2013. Prevista la calendarizzazione in aula alla Camera dall’11 dicembre ma c’è stato uno stop in commissione Affari Costituzionali.

Alcune norme andrebbero inserite nella Legge di Stabilità altrimenti il decreto decade e sulle Province restano le regole del Salva Italia: salta l’accorpamento (in base al quale venivano eliminate 35 province italiane, leggi i dettagli) e questi enti locali vengono svuotati di quasi tutte le loro funzioni. Sparisce la giunta, dimagriscono parecchio i consigli provinciali.

Pareggio di bilancio

Secondo la legge costituzionale 20 aprile 2012, (che riscrive l’articolo 81 della Costituzione), il pareggio di bilancio va approvato da entrambi i rami del Parlamento a maggioranza assoluta. Si tratta di un provvedimento che garantisce gli adempimenti del Fiscal Compact europeo, senza il quale non è possibile dare efficacia attuativa al dettato costituzionale già approvato. Tutto è nelle mani del voto della maggioranza. Da registrare l’appello in questo senso del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.

Decreto Sviluppo bis

Provvedimento a forte rischio: passato al Senato, dovrebbe essere approvato dalla Camera entro il 18 dicembre, ma i tempi sono strettissimi e ci sono centinaia di emendamenti. Probabilmente il governo proverà a chiedere la fiducia ma è tutto in bilico. Il rammarico maggiore è per l’Agenda Digitale (leggi tutto) e per le start-up:

=>Leggi le misure del Decreto Svilippo bis

Legge elettorale

Questa è una delle poche certezze: non ci sarà nessuna riforma elettorale. Si va a votare, probabilmente in febbraio (le due date più probabili indicate, 17 o 24 febbraio), accorpando le politiche con alcune regionali (quelle della Lombardia, non quelle del Lazio), e si voterà con l’attuale legge elettorale.