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CIG in deroga per studi professionali

di Alessandra Caparello

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Accolto il ricorso di Confprofessioni contro l’esclusione dagli ammortizzatori sociali gli studi professionali, ammessi alla CIG in deroga.

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Confprofessioni contro l’esclusione dei professionisti dagli ammortizzatori sociali: grazie all’ordinanza n. 1108 depositata l’11 marzo 2015, gli studi professionali sono riammessi alla CIG in deroga.

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Vincoli comunitari

L’ordinanza fa riferimento alle disposizioni contenute nel decreto interministeriale del 1 agosto 2014, nella parte in cui esclude gli studi professionali dal trattamento della Cassa Integrazione Guadagni in deroga: secondo la tesi di Confprofessioni, il decreto, nel restringere i beneficiari della CIG in deroga solo agli imprenditori definiti in base all’articolo 2082 del Codice Civile, non ha tenuto conto dei vincoli comunitari in materia di definizione di impresa.

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Anti discriminazione

Il Consiglio di Stato ha così accolto l’appello cautelare ritenendo convincenti le argomentazioni presentate nel ricorso da Confprofessioni, sottolineando la discriminazione operata dal decreto che esclude dalla fruizione della CIG in deroga gli studi professionali, intesi non solo come la categoria dei liberi professionisti ma anche del personale che lavora presso di loro, tenuto conto dei vincoli comunitari in materia di definizione di impresa.

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