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Professionisti, i nuovi obblighi di trasparenza

di Francesca Vinciarelli

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I nuovi obblighi di trasparenza, anticorruzione e incompatibilità degli incarichi imposti dall'ANAC ai professionisti.

Sono entrate in vigore il 31 gennaio le nuove norme sulla trasparenza e l’anticorruzione previste dal piano triennale della prevenzione della corruzione e dal programma triennale della trasparenza. D’ora in poi, quindi, tutti i professionisti iscritti agli Ordini sono soggetti ai principi dell’anticorruzione e ai relativi obblighi sui principi di trasparenza (D.Lgs. 33/2013) e di incompatibilità degli incarichi (D.Lgs. 39/2013).

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Ordini: enti pubblici non economici

A prevederlo è la delibera n.145 del 21 ottobre 2014 con la quale l’Autorità nazionale dell’anticorruzione (ANAC) ha previsto l’applicazione della normativa anticorruzione di cui alla Legge 190/2012, nonché al D.Lgs. 33/2013 anche agli Ordini ed ai Collegi professionali, essendo qualificati come enti pubblici non economici. Diversamente se fossero stati qualificati come enti associativi sarebbero stati esclusi dall’ambito di applicazione delle norme di prevenzione, secondo l’ANAC però nell’ordinamento non sono state riscontrate norme che li possano escludere. A dar credito all’interpretazione dell’ANAC anche la sentenza della Corte di Cassazione n. 21226/2001 che, con riferimento agli ordini professionali, ha stabilito che:

“la loro natura è quella di enti pubblici non economici, che operano sotto la vigilanza dello Stato per scopi di carattere generale, che le prestazioni lavorative subordinate integrano un rapporto di pubblico impiego, che è indubitabile la qualificazione del patrimonio dell’ente”.

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Vigilanza ANAC

Da febbraio 2015, dunque, l’ANAC, guidata dal magistrato Raffaele Cantone, ha iniziato ad esercitare i propri poteri di vigilanza sugli obblighi previsti per i professionisti dalla legge sulla trasparenza e sull’anticorruzione.

Obblighi professionisti

Entrando nel dettaglio, i professionisti hanno l’obbligo di:

  • adottare il piano triennale della prevenzione della corruzione e di un programma triennale della trasparenza;
  • attuare un codice di comportamento per i dipendenti;
  • nominare un responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente;
  • adempiere agli obblighi in materia di trasparenza;
  • rispettare i divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi.

Le priorità, individuate durante gli incontri avuti tra l’Autorità e i rappresentanti degli Ordini (Coordinamento unitario professioni, Rete professioni tecniche) sono quelle di nominare il responsabile per la prevenzione e di adottare il piano nazionale per l’anticorruzione.

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Sanzioni

Il mancato rispetto degli obblighi e dei divieti previsti dalla legge in tema di anticorruzione e trasparenza, comporta una multa tra mille e diecimila euro. Per ora però, in questa prima fase di applicazione della norma, non verranno applicate sanzioni.

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