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Esenzione IMU per ASD e SSD iscritte al RASD

di Anna Fabi

22 Luglio 2025 11:35

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Correttivi al Decreto Fiscale: nuove regole per l’esenzione IMU sugli immobili delle ASD e SSD senza scopo di lucro con maglie larghe in fase transitoria.

Con l’approvazione del correttivo al Decreto Fiscale (DL 84/2025), è stata introdotta una modifica alla disciplina dell’agevolazione fiscale a favore del mondo dello sport dilettantistico e delle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e società sportive dilettantistiche (SSD), che possono usufruire dell’esenzione IMU per gli immobili di loro proprietà utilizzati esclusivamente per attività sportive non commerciali.

L’esenzione è applicata a condizione che le attività svolte siano esclusivamente non lucrative, cioè che non generino reddito commerciale. In attuazione della Legge 160/2019, si applica a tutti gli enti che risultano iscritti nel Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) e che offrono i loro servizi in modalità non commerciale.

L’emendamento approvato al Decreto Fiscale introduce l’obbligo per i Comuni di pubblicare gli importi dei prezzi medi praticati per attività a scopo di lucro fornite nel territorio, così da comprovare l’attività non profit delle ASD e SSD. In attesa dell’entrata a regime di questi elenchi, si concede l’agevolazione sulla sola base dell’iscrizione al RASD.

ASD e SSD: i requisiti per l’esenzione IMU

La misura mira a supportare l’attività delle associazioni e società sportive dilettantistiche, garantendo loro un importante vantaggio fiscale. Per fruirne, le ASD e le SSD iscritte al RASD dovranno rispettare alcune condizioni. In particolare, gli immobili di loro proprietà dovranno essere utilizzati interamente per lo svolgimento di attività sportive non professionistiche e senza fini di lucro.

Inoltre, i servizi offerti dovranno essere gratuiti o, se a pagamento, a un prezzo simbolico, non superiore al 50% dei prezzi medi praticati per attività simili a scopo di lucro nello stesso territorio. In pratica, il prezzo richiesto per i servizi sportivi non deve essere collegato al reale costo del servizio offerto, confermando l’assenza di finalità economiche.

Questa norma esclude quindi la possibilità che le associazioni o le società sportive generino reddito commerciale, o che eventuali ricavi siano marginali rispetto alla finalità non lucrativa dell’attività sportiva.

Verifiche e disciplina transitoria

Per determinare la natura non commerciale delle attività sportive, i Comuni dovranno annualmente consultare le rappresentanze sportive del territorio e pubblicare gli importi sul proprio sito istituzionale. Inoltre, i comuni dovranno individuare i corrispettivi medi delle attività sportive simili a pagamento, che vengono svolte a livello locale in forma concorrenziale.

Temporaneamente, in attesa che i Comuni si adeguino alle nuove disposizioni, la legge prevede una disciplina transitoria che consente alle ASD e alle SSD di continuare a beneficiare dell’esenzione IMU se risultano iscritte nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD), istituito dal Decreto Legislativo 39/2021.

Con questa misura, il Governo ha voluto dare un supporto concreto al settore sportivo dilettantistico, che da sempre gioca un ruolo cruciale nella promozione dell’attività fisica e del benessere sociale, ma che spesso fatica a sostenere gli oneri fiscali e amministrativi. L’esenzione IMU rappresenta, dunque, un incentivo per le ASD e le SSD a proseguire la loro attività, senza dover affrontare l’aggravio fiscale sugli immobili.