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Ministero Imprese e Made in Italy: nuove regole, meno burocrazia

di Alessandra Gualtieri

Il MiSE cambia nome e registro: più spazio al Made in Italy e all'internazionalizzazione e mano dura contro inerzia ed eccesso di burocrazia.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che ridefinisce molte delle attribuzioni dei ministeri, tra cui spicca quello di riferimento per le PMI italiane.

Il ministero dello sviluppo economico è diventato infatti “Ministero delle imprese e del Made in Italy”, acquisendo competenze in materia di promozione e valorizzazione dell’italianità nel Paese e nel mondo.

Cosa cambia in concreto? Il cambio di nome (da MiSE a MIMIT) sottende un cambio di strategia: il focus del Governo Meloni per questo dicastero è quello di definire nuove formule di valorizzazione, tutela e promozione in Italia delle produzioni italiane, in sinergia con altri ministeri chiave, come quello del Turismo ma anche quello dell’Agricoltura e della sovranità alimentare.

Per il Ministro Adolfo Urso si tratta di un cambio di rotta immediato:

Si realizza un Sistema Italia che aiuta in maniera organica e compiuta le imprese nella loro attività in Italia e nel mondo.

Un nuovo comitato interministeriale per il Made in Italy nel mondo (CIMIM) avrà il compito di coordinare le strategie di internazionalizzazione per le imprese italiane: tramite ICE, SIMEST e SACE, è previsto un maggiore coinvolgimento del MIMIT per le linee di indirizzo.

Le iniziative sono concrete e immediate. Il Ministro Urso, ad esempio, ha già annunciato misure compensative per le imprese maggiormente colpite dall’attuale crisi internazionale. Il Comitato può infatti individuare meccanismi di salvaguardia e incentivazione di settori produttivi nazionali particolarmente colpiti dall’imposizione di “nuovi dazi, regimi sanzionatori e ostacoli tariffari e non tariffari sui mercati internazionali”.

Altra novità è la co-presidenza del Comitato Interministeriale per la transizione ecologica (CITE): le riunioni per elaborare strategie energetiche di politica industriale saranno presiedute dal MIMIT.

Una ulteriore nuova struttura opererà a supporto dei diritti delle imprese e dei loro investimenti, ad esempio con il compito di snellire la burocrazia raccogliendo segnalazioni e svolgendo istruttorie.

Non solo: opererà per individuare soluzioni procedurali capaci di superare i ritardi, porre un freno alle lungaggini delle amministrazioni, anche a pena di provvedere con poteri sostitutivi a risolvere le inerzie delle Amministrazioni Centrali nei procedimenti relativi a investimenti rilevanti per il sistema produttivo nazionale (almeno 25 milioni di euro aventi ricadute occupazionali significative); a tale scopo è previsto una riduzione del valore soglia ( da 50 a 25 mln) degli investimenti oltre cui può essere richiesto tale esercizio dei poteri (art. 30, comma 1 del dl n. 50/2022).