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Green Pass, ecco i nuovi obblighi e quelli in cantiere

di Barbara Weisz

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Da subito Green Pass per chi lavora presso scuole, università e strutture formative, dal 10 ottobre obbligo vaccinale per chi opera nelle RSA: le regole.

Nessuna marcia indietro sul cronoprogramma di estensione del Green Pass, solo un rinvio di poche settimane per l’introduzione delle nuove restrizioni, con un primo provvedimento che riguarda da subito chi lavora in ambito scolastico e della formazione superiore e dal 10 ottobre nelle strutture socio-sanitarie assistenziali, dove scatta anche l’obbligo vaccinale. Il Certificato Verde Covid-19 per dipendenti statali e lavoratori privati a contatto con il pubblico per il momento è invece rimasto in stand by. Si delinea comunque un rafforzamento dell’obbligo di Green Pass, con l’intenzione di allargare la platea nelle prossime settimane. C’è intanto la certezza dell’obbligo a Scuola, Università, RSA e sui mezzi di trasporto di lunga percorrenza, con il voto favorevole sul primo decreto (quello contenente le regole dal primo settembre) in discussione alla Camera.

Vediamo dunque il calendario delle prossime restrizioni, tra certezze e probabilità, legate a doppio nodo alla concertazione con le parti sociali ma anche agli sviluppi del dibattito politico.

Nuovi Obblighi

In base a quanto approvato dal Consiglio dei Ministri del 9 settembre con nuovo decreto legge, il Certificato Verde Covid-19 viene esteso da subito anche a nuove categorie di lavoratori del mondo della scuola e della sanità (RSA). Si tratta dei due settori per i quali esiste già l’obbligo di Green Pass, che ora viene allargato agli  operatori delle mense e addetti alle pulizie. Personale che a volte non è dipendente interno alla struttura in cui opera, ma in forza presso un’azienda che fornisce la manodopera.

  • Scuola. Fino al 31 dicembre, Green Pass per chiunque accede o lavora in istituzioni scolastiche, educative e formative (compresi corsi serali, centri per l’istruzione degli adulti, servizi educativi per l’infanzia, sistemi regionali di istruzione e Formazione Tecnica Superiore e Istituti Tecnico Superiori e sistema della formazione superiore).
  • Università. Chiunque accede alle strutture del sistema nazionale universitario deve esibire la Certificazione Verde COVID-19.
  • Salute. Dal 10 ottobre al 31 dicembre, obbligo vaccinale nelle strutture residenziali, socio-assistenziali e sociosanitarie e hospice (RSA, strutture per anziani, ecc.), per tutti i soggetti che svolgono attività lavorativa.

Green Pass: conferma precedenti obblighi

Il Green Pass è già obbligatorio per una serie di attività, come i mezzi di trasporto di lunga percorrenza, i bar e i ristoranti per il servizio al tavolo al chiuso, cinema e teatri, piscine e palestre. Il decreto con le regole è in corso di conversione in legge alla Camera, e dopo una serie di colpi di scena (la Lega ha votato alcuni emendamenti contrati all’obbligo nei ristoranti, insieme all’opposizione di Fratelli d’Italia), il Governo ha ottenuto il voto dell’intera maggioranza senza dover porre la questione di fiducia.

Per riassumere, ecco le regole sull’obbligo di green pass:

  • Attività per le quali il green pass era già obbligatorio: treni, navi, aerei, pullman che collegano almeno due Regioni, tavoli al chiuso di bar e ristoranti, spettacoli ed eventi, piscine e palestre al chiuso, convegni, fiere, congressi, concorsi pubblici, viaggi nella Ue senza fare tampone e quarantena. Nel mondo del lavoro, obbligo per lavoratori della scuola e dell’università, e per gli studenti universitari. I dipendenti della Sanità hanno invece l’obbligo di vaccino.
  • Attività con nuovo obbligo di Green Pass dopo il CdM: addetti alle mense, servizi di pulizia, servizi di manutenzione nella scuola. In pratica, i lavoratori di servizi in appalto da parte delle scuole devono avere il green pass. Al personale delle RSA, invece, è stato esteso l’obbligo di vaccino dal 10 ottobre.

Prossimi step

Ci sono poi una serie di obblighi che, con ogni probabilità, verranno previsti con successivi provvedimenti. Non si esclude che le prime novità arrivino già la settimana prossima, con l’obbligo per i lavoratori dei locali e delle attività che richiedono in green pass ai clienti (camerieri e gestori in ambito ristorazione, personale dei trasporti). In tutto, significa obbligo per circa 3,2 milioni di lavoratori. Da risolvere una serie di nodi: costo dei tamponi (il Governo non è intenzionato ad approvare quelli gratuiti se non per i fragili esenti), regole per il personale senza Green Pass, attribuzione dei compiti di controllo, irrogazione delle sanzioni. Altre opzioni allo studio:

  • obbligo per i lavoratori a contatto con il pubblico (supermercati),
  • obbligo per i dipendenti della pubblica amministrazione,
  • obbligo per tutto il mondo de lavoro, anche privato.

Per queste ultime misure, i tempi potrebbero essere più lunghi, estendendosi anche fino a metà ottobre. Fra l’altro, non si esclude che nel frattempo intervenga un’eventuale decisione per l’obbligo vaccinale. In questo senso, saranno decisivi i dati sull’andamento del contagio e sulla campagna vaccinale.

Per il Green Pass sul lavoro è aperto un tavolo fra le parti sociali, che sostanzialmente sono d’accordo sul privilegiare l’obbligo vaccinale. Le imprese sono comunque a favore della Certificazione Verde, anche se Confindustria frena su alcuni punti: conseguenze su retribuzione e posto di lavoro, costo dei tamponi. L’intesa non sembra lontana, con ogni probabilità è uno degli elementi che il Governo attende di conoscere per estendere l’obbligo a fabbriche e aziende.