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Sciopero Commercialisti: appoggio dalle imprese

di Redazione PMI.it

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La protesta dei Commercialisti contro l’applicazione degli ISA sfocia nell'astensione dalla trasmissione degli F24 e dalla partecipazione alle udienze: regole di adesione e supporto dalle aziende.

Commercialisti pronti a incrociare le braccia contro l’applicazione obbligatoria degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale). Le associazioni nazionali di categoria (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO) ribadiscono la necessità di disapplicare ISA per il 2018, caldeggiando in alternativa l’applicazione facoltativa al fine di rispettare lo Statuto del contribuente.

L’astensione degli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili riguarda le seguenti attività:

  • trasmissione telematica dei modelli di pagamento F24, nei giorni 30/09 e 01/10;
  • partecipazione a udienze presso le Commissioni Tributarie provinciali e regionali, dal 30/09 al 07/10.

=> Stop agli ISA 2019, pioggia di richieste

Il Codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive (articoli 3 e 4) stabilisce che il professionista debba informare in forma scritta clienti e segreterie delle commissioni tributarie. In questo caso, la data ultima era il 19 settembre (entro 10 giorni dall’astensione) per la comunicazione alla clientela, mentre bastano 48 ore per le udienze.

Lo sciopero non comporterà invece una modifica agli orari di apertura e chiusura degli studi professionali, che espleteranno tutte le altre attività che non sono comprese tra quelle segnalate.

L’astensione, precisano le associazioni, rappresenta una protesta estrema contro una situazione di difficoltà che si ripercuote non solo sui professionisti ma su tutti gli operatori economici.

Il disagio dei professionisti, determinato dal proliferare degli adempimenti fiscali, perdura da troppo tempo ed il caos ISA, per il quale le Associazioni nazionali hanno chiesto invano la disapplicazione per l’anno d’imposta 2018 del nuovo sistema, ha senza dubbio aggravato ulteriormente la situazione.

La reazione delle imprese

Ad appoggiare la protesta è anche Confimi Industria (Confederazione industria manufatturiera italiana e impresa privata):

I commercialisti hanno ragione e suggeriremo alle aziende nostre associate di non ostacolare lo sciopero indetto dalle associazioni dei professionisti.

Secondo Flavio Lorenzin, Vice Presidente di Confimi Industria con delega alle semplificazioni, fisco e rapporti con la PA:

La misura è colma anche per gli imprenditori e i collaboratori interni alle aziende. Quella degli Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) è solo l’ultima delle vicende che si sono tramutate in complicazioni, troppo spesso in spregio ai principi dello Statuto del Contribuente.

Come ricorda Lorenzin, dal 2015 (d.Lgs n.175/2014) si contano oltre 50 tra novità e adempimenti con elevato impatto operativo, di cui sono almeno una ventina quelli aggiuntisi nel solo 2019, anno già fortemente condizionato dagli effetti pratici sui carichi di lavoro generati dalla fatturazione elettronica e dai nuovi obblighi in materia di corrispettivi telematici. Le richieste sono dunque: una soluzione rapida al problema ISA, una revisione delle scadenze per l’esterometro e del bollo trimestrale sulle fatture elettroniche.

Anche Conflavoro Pmi condivide la protesta:

Comprendiamo il disagio riscontrato dai commercialisti che  sono figure professionali molto importanti per le piccole e medie imprese italiane.

Confidiamo che le commissioni Bilancio e Finanze del Parlamento, ma anche lo stesso Ministero dell’Economia, prendano in considerazione l’appello di chi, quotidianamente, ha a che fare con le nostre imprese e che purtroppo già subisce troppo spesso il peso penalizzante di mille labirinti burocratici.

Per quanto concerne le associazioni di categoria, invece, la conferenza stampa sullo sciopero è in programma lunedì 23 settembre 2019 dalle ore 11:30 alle 14:00 presso la Sala conferenze stampa della Camera dei Deputati.