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Legge di Bilancio, Governo: obiettivi confermati

di Barbara Weisz

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Vertice di maggioranza sulla Legge di Bilancio: non è questione di decimali, obiettivo del governo è rilanciare la crescita e lo sviluppo.

Al termine del vertice del 26 novembre a Palazzo Chigi – che ha visto riuniti il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini ed il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per decidere se modificare la Legge di Bilancio così da evitare una potenziale procedura d’infrazione UE per debito eccessivo – il Governo ha scelto di confermare gli obiettivi fissati, compresi quelli su riforma pensioni e reddito di cittadinanza:

Non è una questione di decimali, obiettivo del governo è rilanciare la crescita e lo sviluppo.

Lo hanno dichiarano in una nota congiunta Conte, Di Maio e Salvini. Tutto questo in tarda serata, dopo una giornata all’insegna di una crescente distensione del clima fra Roma e Bruxelles, dopo mesi di alta tensione culminati nella bocciatura della manovra da parte della Commissione UE.

L’Italia ha comunque dimostrato una parziale disponibilità a modificare i numeri della manovra 2019 riducendo il rapporto deficit/PIL. Una mossa che sarebbe decisiva per trovare un punto di incontro definitivo ed evitare l’apertura di una procedura di infrazione.

=> Manovra 2019: sotto l’albero solo carbone

Le indiscrezioni della vigilia parlavano di un possibile ritocco di qualche punto percentuale all’attuale 2,4% stimato per il 2019, che potrebbe scendere intorno al 2-2,1%.

Durante l’incontro di questa sera, il Presidente Conte ha riferito dell’esito dell’incontro di Bruxelles con i vertici della Commissione europea.

Per quanto riguarda il dialogo in corso con le istituzioni europee, si è concordato di attendere le relazioni tecniche sulle proposte di riforma che hanno più rilevante impatto sociale, al fine di quantificare con precisione le spese effettive. Le somme recuperate saranno riallocate, privilegiando la spesa per investimenti.

Ma per Salvini «non è un problema di decimali» piuttosto «di serietà e concretezza». Mentre per Di Maio l’importante sono le misure, in particolare quota 100, reddito di cittadinanza, rimborsi ai contribuenti coinvolti nelle crisi delle banche, pacchetto imprese, chiarendo tuttavia che «se poi all’interno della contrattazione deve diminuire un po’ il deficit, per noi non è importante».

Sullo sfondo, l’incontro di sabato scorso, 24 novembre, fra il premier Conte e il presidente della commissione UE, Jean-Claude Juncker, che si può definire il primo momento distensivo all’insegna di una nuova fase di negoziato.

Il punto cruciale resta quindi riuscire a ridurre il deficit/PIL, a questo punto reperendo in altro modo le risorse per finanziare le novità in manovra, tutte molto costose, in particolare reddito di cittadinanza e riforma Pensioni.

L’idea degli ultimi giorni è di farne slittare il debutto di qualche mese, ad esempio spostandolo in aprile. Non si esclude poi che venga ridisegnato il reddito di cittadinanza andando incontro alla proposta leghista di versarlo direttamente all’impresa che riqualifica il lavoratore. Novità attese anche sul fronte delle misure per rilanciare gli investimenti delle imprese.