Straordinari detassati, se contribuiscono alla competitività aziendale

di Noemi Ricci

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Detassare gli straordinari si può, a patto che questi siano risultati utili per l'incremento della competitività, lo chiarisce una nota congiunta dell'Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro

Sì alla detassazione degli straordinari, a patto che l’azienda ne dichiari l’utilità nell’incremento della competitività. A precisarlo è una nota congiunta (prot. 2010/134950) dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro in merito ai dubbi sulla detassazione dopo la risoluzione 83/2010.

Vengono così liberalizzate tutte le somme soggette a detassazione comprese anche quelle dovute per prestazioni eccedenti quelle ordinarie.

Richiamando la circolare 49/2008, per dimostrare la reale correlazione tra lavoro straordinario e parametri di produttività è sufficiente che il lavoratore dichiari per iscritto la motivazione della somma corrisposta.

Oppure, l’azienda stessa può farsi carico di presentare una dichiarazione che attesti che la prestazione lavorativa ha determinato un risultato utile per il conseguimento di elementi di competitività legati alla redditualità aziendale.

I risultati positivi ottenuti non devono essere necessariamente valutati sul fronte puramente finanziario, e quindi non devono obbligatoriamente aver prodotto un utile per l’impresa o il professionista.

Rimane da chiarire la questione delle modalità di recupero delle somme, e forse si apre la strada alla possibilità di detassare gli straordinari arretrati in occasione della compilazione del prossimo modello 730/2011 relativo al periodo di imposta 2010.

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