Rincaro acconti Ires e Irap: conti in tasca alle imprese

di Barbara Weisz

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Esborso medio di 1200 euro ad impresa, da pagare entro il 10 dicembre, chi ha già versato la tassa deve effettuare un conguaglio: elaborazioni Cgia di Mestre sugli effetti per le imprese.

La maggiorazione dell’acconto Ires e Irap di dicembre costerà in media 1200 euro ad ogni impresa: sono i calcoli effettuati dalla Cgia di Mestre sulla nuovo appensatimento fiscale a carico delle aziende scattato con la clausola di salvaguardia che serve a finanziare l’abolizione della prima rata IMU. Si tratta di un aumento di un punto e mezzo dell’acconto Ires e Irap, che fra l’altro si aggiunge all’altra maggiorazione dello stesso acconto, di un punto, che era stata decisa da un altro decreto nel giugno scorso (Dl 76/2013). Risultato: il prossimo 10 dicembre la misura dell’acconto Ires e Irap per le società di capitali è pari al 102,5% (mentre l’anno socrso era stato al 100%). E’ vero che si tratta di «una anticipazione e non un incremento di tassazione» dichiara il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, «tuttavia, in una fase economica così difficile e caratterizzata da scarsa liquidità, chiedere un ulteriore sforzo alle imprese è un errore».

Elaborando i dati del ministero delle Finanze, l’associazione degli artigiani di Mestre calcola un versamento medio nazionale, per gli acconti di dicembre, pari a 30mila 287 euro, per la precisione 1211 euro in più rispetto all’acconto medio 2012 (con aliquota al 100%), pari a 29mila 76 euro. «A livello pro azienda non stiamo parlando di una cifra media importantissima – prosegue Bortolussi – ma sommata all’aumento della pressione fiscale generale e alla contrazione nell’erogazione del credito avvenuto in questo ultimo anno, potrebbero mettere in difficoltà numerose aziende».

Anche perché, si potrebbe aggiungere, si tratta di una somma che le aziende fino a qualche giorno fa non avevano previsto di dover pagare, e che ora si trovano a dover sborsare nel giro di pochi giorni: la scadenza per gli acconti fiscali di dicembre è stata prorogata ma è imminente, il 10 dicembre. Attenzione: le imprese che hanno già versato l’acconto, prima che venisse alzato, devono pagare la differenza entro il 10 dicembre.

La clausola di salvaguardia, che era contenuta nel Dl sull’IMU di agosto, è scattata perché, spiega ancora Bortolussi, «la copertura della prima rata dell’Imu è saltata a seguito del mancato pagamento della sanatoria delle concessionarie dei giochi». L’aumento dell’acconto di 1,5 punti vale anche per il prossimo 2014, quando però cesserà di aver effetto la maggiorazione dell’1%: il risultato è che l‘acconto Ires 2014 sarà pari al 101,5%, mentre nel 2015 si torna al 100%.