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Tasse imprese, Renzi: taglio IRES e IRI

di Barbara Weisz

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Nel 2017, oltre all'IRES per le imprese, il Governo intende abbassare la futura imposta IRI sul reddito degli imprenditori: l'annuncio di Renzi e le strategie su tasse e lavoro.

Non solo taglio IRES, dal 2017 il governo abbasserà al 24% anche l’IRI, l’imposta sul reddito degli imprenditori: lo annuncia il premier, Matteo Renzi, aprendo il dibattito sulla riduzione delle tasse alle imprese previsto nella prossima Legge di Stabilità 2017. Così dichiara il presidente del consiglio intervistato da Radio 102.5:

«Sul lavoro continueremo ad abbassare le tasse, il prossimo anno porteremo l’IRES al 24% per le società di capitale ma anche al 24% l’IRI per le società di persone. E sugli autonomi ci sarà un intervento per dare certezze ai giovani».

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Il taglio IRES era già previsto: dal 2017, l’imposta sul reddito delle società scende al 24%, con un taglio di 3 punti e mezzo rispetto all’attuale aliquota del 27,5%. La novità è rappresentata dall’annuncio relativo all’IRI (imposta ancora non in vigore), che a sua volta è destinata a scendere dal previsto 27,5 al 24%.

In generale, Renzi insiste sul concetto di abbassare la pressione fiscale per rilanciare occupazione e impresa: niente aumenti di tasse o riforme dei bonus fiscali in vista, la strategia dell’esecutivo resta all’insegna della riduzione delle imposte.

«Non si toccano gli 80 euro, e dobbiamo ridurre ancora le tasse, abbasseremo ancora il Canone RAI per il prossimo anno».

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Un’altra strada che il Governo continuerà a percorrere è quella delle misure per la conciliazione lavoro – vita privata, ritenute preferibili a iniziative come quella del fertility day:

«Se vuoi creare una società che scommette sul futuro e fa figli devi creare le condizioni strutturali: gli asili nido, la conciliazione col lavoro. Le persone fanno figli se possono finalmente avere un lavoro a tempo indeterminato, investire su un mutuo, avere l’asilo nido sotto casa. Questa è la vera campagna. Non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perché vede un cartellone pubblicitario».