Da ordinario a forfettario: conviene?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Mario chiede

Sono un contribuente con partita iva e contabilità secondo il regime ordinario. Volendo passare al regime forfettario quali sono le problematiche inerenti le detrazioni iva degli anni precedenti e gli ammortamenti dei beni strumentali? Conviene il passaggio per redditi inferiori a € 20.000?

Barbara Weisz risponde

Passando al forfettario dal regime ordinario si continua ad applicare il vecchio sistema fino al 31 dicembre dell’anno precedente a quello del passaggio, mentre dall’adesione in poi si determina l’imponibile con i coefficienti previsti.

In teoria, l’opzione fiscale scelta ha un periodo minimo di applicazione di tre anni ma, visto che ci sono sostanziali cambiamenti normativi nel 2019 (flat tax per le partite IVA, con accesso al forfettario fino a 65mila euro di imponibile professionale annuo), ritengo che si possa passare da un sistema all’altro senza vincoli, in base a quanto previsto dall’articolo 1 del Dpr 442/1997.

Per quanto riguarda la convenienza dei due regimi a confronto per chi fattura fino a 20mila euro, è necessario calcolare non soltanto i ricavi ma anche le spese ammortizzabili, che dipendono dalla specifica attività e che, nei diversi regimi, subiscono un diverso trattamento.

Le consiglio pertanto  di verificare in modo pragmatico quale opzione è preferibile. Certamente il forfettario rappresenta una semplificazione. I redditi inferiori a 20mila euro, però, avevano già diritto al forfettario anche con la legislazione attuale, e mi pare di capire che malgrado questo lei non avesse esercitato l’opzione. A maggior ragione, verifichi se ora le conviene.